
Un’amministrazione pubblica deve essere super partes ed è inconcepibile vedere come il progetto di cui sopra sia stato affidato all’architetto C.C., moglie di un dirigente comunale. Infatti, anche se la legge lo consente trattandosi di importo inferiore a 40.000 euro, non riteniamo moralmente ed eticamente corretto procedere all’assegnazione di qualsivoglia opera pubblica mediante chiamata diretta o mediante invito a partecipare al bando ad una cerchia ristretta di pochi eletti, scelti sulla base di criteri discutibili, specie se poi tra i papabili risultano esserci i soliti parenti o amici degli amici. Non è un bel segnale di trasparenza e di uguaglianza dei cittadini che il Comune di Rossano lancia alla nostra città che continua imperterrita a non garantire pari opportunità a tutti. Ci fa sorridere amaramente leggere nella determina dirigenziale 1475 del 6 ottobre 2016 che degli altri 4 professionisti interpellati 3 abbiano presentato un’offerta incredibilmente identica nell’importo persino nei centesimi e che l’altro abbia addirittura rinunciato a gareggiare quasi a voler stendere ai suoi “avversari” un tappeto rosso. Dopotutto anche il fatto che questa stessa determina sia apparsa sull’albo pretorio per un solo giorno (n°2348 del 06/10/2016) per poi essere immediatamente rimossa non fa onore ad un Comune e a tutti i nostri politici (entrati trionfalmente in consiglio ma oggi sonnecchianti sui loro scranni), che dicevano in campagna elettorale di voler rimodellare la macchina comunale all’insegna della trasparenza e dell’economicità. E pensare che a loro basterebbero due minuti per poter avere accesso a tutti i movimenti di denaro pubblico contrariamente a chi, come noi, è costretto a peripezie e attese lunghe una quaresima per riuscire ad ottenere i documenti necessari per tutelare i cittadini rossanesi nella loro totalità”
Meetup Rossano in Movimento – Amici di Beppe Grillo

