Io non sono geologo, ma da quello che ho capito dalla relazioni dei tecnici dell’INGV la placca africana spingendo contro l’Italia ha allargato la parte più debole dei terreni della microplacca italiana , cioè la microzolla su cui si trova appoggiato tutto il nostro paese tra L’Europa e l’Africa, la parte adriatica della zolla facendola ruotare a Nord verso Ovest e a sud verso Est. Il sud non sarebbe stato coinvolto a causa della diversa conformazione dei terreni .

Queste parole le ho lette da alcune dichiarazioni dei tecnici del nostro istituto nazionale di prevenzione dai terremoti. Le analisi andranno avanti, gli scienziati approfondiranno meglio benissimo, ci sono molte cose che ancora non sappiamo sui terremoti. Ma appare chiaro sin d’ora che è tutta l’Italia che viene di fatto interessata da questi movimenti nel medio periodo, e la Calabria è stata classificata dagli stessi scienziati come la regione più a rischio d’Italia, perché tutte le sue province sono inserite nella classificazione di rischio 1 e 2 , in una scala di rischio , da 1 a 3. Questa è la situazione . Rossano, come già altre volte abbiamo ricordato ha una sua sismicità particolare legata ad una faglia cosiddetta rossanese che nel 1836 si è riattivata provocando quasi 90 morti a Rossano e , se non ricordo male, 140 circa a Crosia. Esistono oggi delle tecniche per mettere in maggiore sicurezza gli edifici, per verificare con indagini microsismiche la risposta ai terremoti dei vari terreni. Per esempio a Rossano la scossa del 24 agosto vicino al mare è stata avvertita( S. Angelo), a Rossano Scalo meno, dai racconti fatti dagli alunni che vivono nelle diverse zone. Penso che questo sia un tema che non si può lasciare al caso e neppure ad interesse solo degli specialisti. Qui a Rossano abbiamo il centro storico che è in condizioni di rischio serio, e allo Scalo pure molti edifici, scuole comprese, non sono in condizioni ottimali, come gli stessi amministratori hanno riconosciuto all’inizio dell’anno scolastico.
Io capisco che l’amministrazione abbia tante gatte da pelare, ma questo della sicurezza degli abitati è un tema grande che davanti alla realtà che ci si prospetta non si può ignorare.
Mi permetto quindi di sollecitare , e in questo concordo con Tonino Caracciolo che sullo stesso tema ha chiesto la creazione di un tavolo tecnico, l’urgenza di affrontare questa problematica, chiedendo il contributo di tutti coloro che tecnicamente sono in grado di portare un contributo a questa discussione.
Certamente con Caracciolo ci sono cose che non condivido: gli ricordo che nonostante ciò che è avvenuto e le denunce anche pubbliche fatte, a tuttora il PAI ( piano di assetto idrogeologico della Regione Calabria) , anche nella versione aggiornata al 2016 considera a rischio tutti i torrenti di ROSSANO( e questo è un bel passo avanti) , meno la zona del Citrea dalla ferrovia al mare, che è proprio la zona alluvionata e danneggiata di recente. A parte questa incongruenza di cui peraltro è responsabile l’autorità di Bacino della Calabria e non certo Caracciolo, che ormai non vi lavora più( però potrebbe segnalare l’errore), penso che la sollecitazione che egli ha fatto nei giorni scorsi sia giusta e la prevenzione dal terremoto vada ripresa come argomento principe della nostra politica rossanese. Veramente dovrebbe essere così per tutta la Calabria, ma non sappiamo quali intenzioni abbia l’on. Oliverio.
Cosa ne pensa il sindaco Mascaro e la sua giunta? Ha un po’ di tempo x occuparsi con più attenzione della sicurezza degli abitanti di ROSSANO? E le altre forze politiche, anche di opposizione perché tacciono? Qui non si tratta di chi si fa più bello davanti agli elettori e parla per primo, qui si tratta di affrontare seriamente un rischio che come un macigno incombe sul futuro della nostra città, che su questo tema non ha piani di prevenzione aggiornati e non ha mai discusso di un piano per mettere in sicurezza le parti edificate più a rischio. Vogliamo pensare al futuro dei nostri figli?
prof. Fabio Menin