
A volte capita. Capita che si scenda in piazza per rivendicare un sacrosanto diritto. Ma qui è routine. Contro i tagli continui ai servizi basilari, messi in pratica da enti sovracomunali, dallo Stato centrale, regioni e – più in generale – da chi ci governa con la calcolatrice in mano ma che, giarda caso, i “vizi” e vitalizi non se li taglia mai.
Ed allora capita che si debba scendere in piazza come sabato prossimo 1 aprile a Rossano. E per esigere uno di quei diritti sacrosantamente garantiti dalla costituzione come la salute. Una sanità (come la giustizia, d’altronde) ormai smembrata, consumata, ridotta più che all’osso da tutta quella serie “ragionieri” che – ragionando proprio con quella calcolatrice in mano – se ne inschiano dei problemi della gente, della conformazione di un territorio già di per sé isolato.
Ed allora capita che il Basso jonio spinga per entrare nella nella circoscrizione giudiziaria di Crotone perché molto più vicina di Castrovillari, capita che un tribunale più piccolo accorpi quello molto più grande,capita che chiudano gli ospedali di frontiera come Trebisacce e Cariati costringendo un trebisaccese ad andare a curarsi a Matera (se va bene) perché a Rossano, Corigliano o Cosenza non ci sono posti, ma non capita mai che chiudano il tribunale di Modena per essere accorpato a quello i Reggio Emilia (o viceversa) perché l’uno ad un quarto d’ora dall’altro, per di più raggiungibili con tutti i mezzi che l’uomo ha inventato (dalla bici all’alta velocità).
Ed allora, purtroppo capita che la Sibaritide si stanchi di questo andazzo e decida di scendere in piazza per rivendicare il diritto alla salute, sperando che quei ragionieri aprano gli occhi, non per forza dopo una morte in ambulanza nel disperato tentativo di salvare un infartuato che vive a 70 chilometri di distanza dal primo ospedale utile. Proprio “Diritto alla salute nella Sibaritide” è il tema della mobilitazione – organizzata dal comitato spontaneo per il diritto alla salute nella Sibaritide – sabato mattina con concentrazione dei manifestanti dalle 9,30 nel parcheggio dello stadio “Stefano Rizzo” a Rossano. E nella speranza che i sibariti siano tanti e provenienti da ogni dove, c’è chi nel frattempo, abbraccia la causa. Come Fdi-An, i verdi, tanti altre associazioni e movimenti, Cgil, Cisl e Uil che hanno u cialmente aderito ad una manifestazione politically correct.
Nell’aderire, i confederali, evidenziano come questo sia un territorio «che ha bisogno di un urgenteavanzamento e progresso sul terreno della rete ospedaliera, della medicina di territorio, dell’integrazione sociosanitaria, ma che non potrà trovare nell’immediato soddisfazione attraverso l’edi cazione dell’Ospedale della Sibaritide, realizzato nei prossimi anni a fronte di una situazione sanitaria deficitaria nel contingente e non solo dal punto di vista ospedaliero, liberando il campo da inaccettabili ed anacronistiche pratiche che portano ad una messa in discussione del principio di uguaglianza del cittadino-utente, soprattutto nel momento di maggiore debolezza e vulnerabilità, a seconda del certi cato di residenza». Cgil, Cisl e Uil sollecitano, insomma, «l’espressione della protesta civile per promuovere la denizione di una proposta sociale di miglioramento della risposta ai bisogni di salute dei cittadiniutenti e del territorio, invitando la più ampia e civile partecipazione alla manifestazione del prossimo 1° aprile». I sindacati auspicano un risveglio delle coscienze, dunque, nella speranza che non accada quando sarà troppo tardi, come avvenuto per il tribunale.
Luca Latella
(Fonte: Conache delle Calabrie)
