
“No ius soli”, si legge sui volantini distribuiti ai passanti, e subito dopo: “Estremo atto di follia”. L’unica follia che noi ravvisiamo è nelle affermazioni di chi vorrebbe legare, in un perverso quanto acrobatico rapporto di causa-effetto, il riconoscimento di un diritto a eventi – come gli attentati terroristici coi quali l’Europa si sta purtroppo confrontando anche in questi giorni – la cui genesi è senz’altro legata a dinamiche ben più complesse, paventando un’oscura strategia, ispirata dalla trama di chissà quale romanzetto, che mirerebbe “alla sostituzione etnica del popolo italiano con genti provenienti da ogni angolo dell’Africa e dell’Asia”. Vorremmo sorridere di queste parole, ma purtroppo ne ravvisiamo tutta la pericolosità, anche per il contesto di un dibattito pubblico sulla questione dei migranti animato ma paradossalmente sempre fermo, pronto a mettersi in moto per ritornare continuamente al punto di partenza. A Forza Nuova ricordiamo che lo ius soli non è affatto “un progetto suicida”, ma, come dice l’espressione stessa, un diritto, il diritto naturale di essere cittadini del Paese in cui si nasce. Dunque non parliamo di “immigrati”, come il volantino suggerisce, ma di bambini e ragazzi italiani, che si sentono italiani perché sono nati nei nostri ospedali, frequentano le nostre scuole, giocano con i nostri figli, parlano la nostra lingua. Che attinenza ha tutto questo con – attingiamo ancora dal volantino – “l’umano rimpatrio di tutti i finti profughi” o con la proposta di “incentivi e sostegno alle famiglie italiane per lo sviluppo demografico”?. Questioni sulle quali molto ci sarebbe da discutere, ma preferiamo in questa sede attenerci – almeno noi – al tema, ribadendo a beneficio di Forza Nuova l’articolo 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Quello che vogliamo è un mondo di pace e di benessere. Per tutti. Un mondo così ha bisogno di integrazione vera, perché è l’invisibilità il terreno fertile per l’irregolarità, la criminalità e i fanatismi religiosi.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Milei-Veneziano”
Rossano
