Campanello d’allarme sull’occupazione: i dati diffusi dall’Istat, e riferiti allo scorso maggio, sono tutti negativi. Cala il numero degli occupati a maggio, per la prima volta dopo 8 mesi, mentre torna a salire la disoccupazione, che invece ad aprile era in regresso.
A maggio il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 37%, cioè +1,8 punti percentuali riportando il dato vicino al gennaio scorso (quando era 37,2%). Il fallimento delle politiche sul lavoro, le false aspettative generate dal Job Act, il valzer sui Voucher, prima cassati e poi reintrodotti in altra forma dal governo Gentiloni, sono la plastica rappresentazione del livello di confusione ed approssimazione di chi guida il paese. La Calabria, prima regione d’ Europa per tasso di disoccupazione, rappresenta una situazione che definire emergenziale è un eufemismo. Occorre una perentoria inversione di marcia finalizzata a “tessere” il futuro socio economico delle nuove generazioni. E per concludere:« La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un’altra per l’occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l’occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui.» (Nuovi racconti romani)
