Sono passati oramai 11 da quando il gambling online è stato legalizzato. Il web domina anche in questo settore, ma pian piano viene sostituito dal mobile. Le applicazioni che consentono di giocare in ogni momento stanno spopolando. Merito della tecnologia e dei sempre più diffusi devices.

Ma cosa dicono i numeri? Si può tranquillamente dire che il 2016 è stato davvero un anno molto importante per il gioco d’azzardo. La spesa è stata pari a circa 19 miliardi di euro, mentre le vincite sono ammontate a circa 77 miliardi. Importante anche la questione legata alla tassazione. Per esempio le Vlt sono tassate al 5,5%   Il ricavo complessivo del settore, al netto delle imposte sul gioco,ammonta a circa 9 miliardi di euro. Una cifra abbastanza considerevole, anche se si ricorda che si tratta di ricavi e non di profitti. Al fine di ottenere gli utili d’impresa devono essere sottratti i costi di gestione operativa e finanziaria. Inoltre, sugli utili grava la tassazione diretta.

Un problema legato e interconnesso al gioco d’azzardo è quello della ludopatia, definita anche Gioco d’azzardo patologico (Gap). Questa sembra spopolare soprattutto nelle zone e nei territori dove la povertà e la disoccupazione la fanno da padrone. Ed è per questo che sono molte le iniziative che tentano di prevenirla e di combatterla. Sono tre le regioni che ancora non dispongono di una normativa in materia: la Sicilia, la Sardegna, e la Calabria. Ed è proprio in terra calabrese che qualcosa sembra muoversi.

Il Consiglio regionale è infatti al lavoro per varare le tanto attese norme sul Gap. Il progetto è in realtà di ben più ampie vedute ed è intitolato ‘Interventi regionali per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico’. Entrando nel merito, si può sottolineare come sia previsto un criterio spaziale, che vieta l’installazione di apparecchi entro i 300 metri per i Comuni fino a 5mila abitanti e non inferiore a 500 metri per quelli più grandi dai luoghi sensibili (chiese, scuole, enti pubblici, sedi di associazioni, bancomat, stazioni ferroviarie). I Comuni hanno inoltre la possibilità di limitare l’apertura delle sale da gioco e scommesse e di tutti i locali pubblici con offerta di gioco per otto ore giornaliere e non oltre le ore 22. Sarà diffuso il logo “No Slot” per chi sceglie di non installare o disinstallare apparecchi da gioco. Sarà organizzata infine la formazione obbligatoria per i gestori e il personale delle sale.

Il progetto della Regione Calabria sembra rappresentare un passo in avanti nella lotta alla ludopatia. La base è rappresentata dalla prevenzione, come dimostra il divieto di pubblicità nei mezzi di trasporto pubblico. Insomma, il pugno duro per cercare di limitare un fenomeno che ha insiti in sé numerosi rischi e pericoli.