La politica deve sostenere i progetti di sviluppo e di miglioramento socio economico, ma lo deve fare in modo chiaro, coerente, trasparente e convincente. Sappiamo bene noi cittadini quanto si siano rivelate false le affermazioni di molti politici, anche se purtroppo le loro bugie e le loro astuzie hanno prodotto gli effetti sperati.

L’idea della fusione tra i comuni di Corigliano Calabro e Rossano, nata nella società civile e che il Comitato delle 100 Associazioni ha presentato sotto forma di petizione alle locali amministrazioni, è stata recepita dalla proposta di legge dell’on. Giuseppe Graziano ed ha ormai un iter avanzato che ha coinvolto i due Comuni e la Regione Calabria, i quali, nel rispetto della normativa vigente, hanno espresso la loro approvazione e condivisione. Il presidente del governo regionale ha indetto il referendum per il 22 ottobre e quel giorno i cittadini coriglianesi e rossanesi saranno chiamati ad esprimersi anche loro su come la pensano.
Nei tre anni precedenti nei quali si è discusso della “fusione”, molti sono stati gli scettici, molti hanno benevolmente deriso i componenti del Comitato ai quali veniva detto :”ma chi ve la fa fare”, oppure: “la fusione non si farà mai”, oppure: “sprecate tempo perché la politica cosentina non permetterà che nasca una città più grande della stessa Cosenza”. La conferma di questi ultimi scherni è stata data dalla politica cosentina che attraverso diverse espressioni ha manifestato come la pensa: “la fusione della città di Corigliano Calabro e di Rossano non si deve fare“, e silenziosamente ha lavorato e lavora per remare contro la nascita della nuova città, così come negli anni passati ha impedito l’istituzione della nuova provincia della sibaritide e ostacolato la nascita dell’aereoporto a Sibari.
Ma anche singoli parlamentari nazionali e consiglieri regionali cosentini hanno palesemente dimostrato di non volere l’autonomia di questo territorio e tentano in tutti i modi di rallentare o frenare il processo di fusione in atto. Se Corigliano Calabro e Rossano si dovessero fondere, la dimensione della nuova città unica sottrarrebbe a Cosenza seggi elettorali, sarebbe una catastrofe per gli eletti dell’area cosentina che potenzialmente potrebbero perdere la “poltrona”.
Un parlamentare dell’area cosentina che si è distinto e si distingue per la sua intromissione nel processo di fusione che Corigliano Calabro e Rossano portano avanti, con interventi continui e costanti e a mio parere INOPPORTUNI e sbagliati anche nel merito, è il consigliere regionale Orlandino Greco, ex sindaco di Castrovillari, cittadina alle porte di Cosenza.
Dopo l’indizione della data del referendum è cominciata l’organizzazione dei Comitati per il SI (ed anche per il NO) sul territorio di Corigliano e di Rossano, ma si è anche intensificata l’interferenza del consigliere regionale GRECO, il quale, in contrasto con la linea dell’area politica alla quale oggi si sente di appartenere, non manca di manifestare platealmente il suo pensiero perché pur dichiarando preliminarmente che è favorevole alla fusione di Corigliano Rossano -solo per prenderci in giro-, non manca di operare contro, sia con proposte di leggi e sia insinuando dubbi e perplessità. Desidero ricordare che nella sede del Consiglio Regionale presso la quale il presidente della I^ Commissione on. Franco Sergio aveva convocato il Comitato delle 100 Associazioni, si è introdotto il consigliere regionale Orlandino Greco il quale, intenzionalmente ha affermato: “questa fusione non si farà mai”. Quasi tutti i presenti hanno sentito, ma nessuno di noi si è fatto impressionare dalla sua gratuita affermazione, il nostro impegno per andare avanti è proseguito e prosegue per creare un futuro migliore a chi abita ed ha deciso di restare in questo territorio.
Perché questa affermazione? Perché ancora oggi il consigliere O. Greco continua ad insinuare dubbi sul percorso seguito dalla regione fino ad oggi? Perché vuole bloccare il referendum per farlo rimandare a data da definirsi mentre nel frattempo spenderà le sue energie per fare saltare completamente la fusione in modo che non si faccia mai più?
Greco dichiara che la fusione è un processo rivoluzionario e importante, ma subito dopo aggiunge che “merita attenzione”. E’ in questa ultima affermazione che tradisce se stesso, se è vero che subito dopo solleva dubbi sull’iter seguito ed afferma che ci vogliono studi di fattibilità e che ci sono molte criticità nella norma regionale. Infine dichiara che è quasi impossibile prevedere cosa accadrà dopo la fusione senza l’elaborazione di una ipotesi di bilancio.

On.le consigliere regionale Orlandino Greco, permettendomi dare del tu, pongo una domanda: ci sei o ci fai? Debbo forse inchinarmi di fronte alle tue esternazioni perchè frutto di cultura economica e politica?
Io non ho la tua grande esperienza economica e politica che ti deriva anche dall’avere avuto l’opportunità di militare in diverse aree politiche, dalla destra alla sinistra. Questa opportunità di ondivagare tra i diversi partiti io non l’ho avuta perchè ho militato nei miei 40 anni di politica nella sola area di centro, all’interno del quale ho ricoperto cariche provinciali e nazionali. Ho solo un po’ di esperienza che mi deriva dall’avere fatto il sindaco di un piccolo comune per 15 anni ininterrottamente e l’amministratore di un ente sub comunale per 7 anni con l’incarico di vice presidente con delega al bilancio. Nonostante abbia svolto questi modesti ruoli, mi viene spontaneo chiederti delucidazioni:
– cosa intendi dire quando affermi che manca una ipotesi di bilancio, visto che questo non è e non può essere un ostacolo, anzi, non lo è affatto.
– cosa intendi dire quando affermi che vuoi una prova di sostenibilità, visto che il tutto fa parte di una fase successiva al referendum il quale , se dovesse dare esito negativo (cosa che io non mi auguro) quasi certamente troncherà la volontà di andare avanti nell’idea di fusione.
– accenni alla necessità di avere una ipotesi di nuovo statuto, ma sai bene che questo non è un problema perché pur essendoci la possibilità di farlo anticipandone la bozza, sarà il consiglio del nuovo comune fuso a redigerlo ed approvarlo.
Caro consigliere regionale, perché sollevi inutili problematiche ed ingeneri tra i cittadini questi dubbi?
Se hai la pazienza e la volontà di fare serenamente svolgere le fasi in atto senza interferire, dopo il referendum seguiranno le fasi di concretizzazione e si penserà al progetto che dovrà riporterà come dovrà nascere la futura città nuova città.
Ti ho apprezzato quando hai fatto il sindaco del tuo paese, se non vuoi sprecare la stima acquisita mi permetto suggerire di continuare a fare politica nel solco dell’umiltà, anche se occupi una poltrona di rango più elevato.
Infine, voglio ricordare a me stesso che non tutte le fusioni sono identiche , ognuna riflette tipicità, specialità.

Enrico Iemboli
Ex amministratore pubblico