Domande e Risposte frequenti (F.A.Q.)

Ø  D1. Perché è necessario un processo di fusione tra Corigliano Calabro e Rossano?

La fusione tra i comuni di Corigliano Calabro e di Rossano renderà il nuovo comune unico Corigliano-Rossano una Città più forte, con maggior peso e maggiore rappresentanza politica, caratteristiche oggi indispensabili per poter svolgere un ruolo da protagonista nel nostro territorio e nell’intera regione Calabria. La futura città di Corigliano-Rossano, con 77.269 abitanti, sarà la 3° della Calabria (dopo Reggio e Catanzaro) e la 1° per superficie territoriale e diventerà il motore trainante della costa Ionica sotto tutti i profili.  Vivremo tutti in una grande città, efficiente, competitiva e pronta per nuove sfide e nuove occasioni di sviluppo.

 

Ø  D2. La normativa statale incoraggia ed incentiva le fusioni tra comuni?

Certo.

Lo Stato incoraggia e premia molto, non solo economicamente, i Comuni che si fondono e lo stesso fanno le Regioni.

Il Comune di nuova istituzione, derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano, è titolare dei contributi previsti, a qualunque titolo, per i comuni preesistenti dalla normativa statale e regionale.

I vantaggi statali sono innumerevoli, uno è rubricato dall’art. 15, comma 3, del D.Lgs 267/2000 che così recita “Al fine di favorire la fusione dei comuni, oltre ai contributi della Regione, lo Stato eroga, per dieci anni decorrenti dalla fusione stessa, appositi contributi straordinari commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si fondono”.

Ø  D3. Le dimensioni in termini di popolazione residente del Nuovo Comune influiranno sugli importi che lo Stato eroga?

SI’.

La legge n. 135 del 2012, all’art. 20, così recita, “1-bis. A decorrere dall’anno 2016, il contributo straordinario a favore degli enti di cui al comma 1 è commisurato al 40 per cento (ora aumentato al 50% dalla legge di stabilità 2017) dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti e comunque in misura non superiore a 2 milioni di euro per ciascun beneficiario.

Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono disciplinate le modalità di riparto del contributo, prevedendo che in caso di fabbisogno eccedente le disponibilità sia data priorità alle fusioni o incorporazioni aventi maggiori anzianità e che le eventuali disponibilità eccedenti rispetto al fabbisogno determinato ai sensi del primo periodo siano ripartite a favore dei medesimi enti in base alla popolazionee al numero dei comuni originari.” (comma introdotto dall’art. 1, comma 18, legge n. 208 del 2015).  

In sostanza l’erogazione del finanziamento si basa anche sulla densità demografica del comune fuso e Corigliano-Rossano avrà un vantaggio particolare in questo e prevedibilmente riceverà il tetto massimo di 2 milioni di euro annui per 10 anni.

Ø  D4. Ma questi “contributi pubblici” sono stati erogati realmente ai comuni fusi ? lo saranno anche in futuro?

Certo. Questo denaro è stato ampiamente erogato in favore dei comuni fusi ed è impossibile che il fondo si esaurisca poiché è annualmente alimentato dai pagamenti IMU di tutti i comuni d’Italia (attualmente il Fondo dedicato ha una dotazione di 30 milioni).

Sono 9 i comuni nati da fusione in Emilia-Romagna, 4 nel 2016 ed uno nel 2017. Per l’anno 2016 gli otto enti beneficiari hanno ricevuto dallo Stato risorse importanti: 2 milioni di euro per Valsamoggia (30.561 abitanti), 1.300.234 euro per Fiscaglia (9.118 ab.), 1.058.444 euro per Ventasso (4.295 ab.), 886.483 euro per Alto Reno Terme (6.960 ab.), 790.590 euro per Sissa Trecasali (7.890 ab.), 671.972 euro per Montescudo-Monte Colombo (6.779 ab.), 582.212 euro per Poggio Torriana (5.135 ab.), 492.319 euro per Polesine Zibello (3.232 ab.).

Risorse a cui si aggiungono gli ulteriori incentivi messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, secondo i propri parametri di incentivazione.

Per chi vuole approfondire, si rimanda alla Relazione del Ministero dell’Interno biennio 2014-2015 che fornisce altri dati sugli importi erogati.

 

Ø  D5. La regione Calabria fornisce degli incentivi economici alla fusione?

Certo, anche la regione Calabria eroga finanziamenti ed incoraggia la fusione tra comuni. L’art. 20 della LR 15/2006 rubricato come “Criteri per la concessione degli incentivi” garantisce le tipologie e le modalità di erogazione dei finanziamenti elargiti dall’organo regionale, il primo comma della citata legge sancisce che “Il Programma regionale di riordino territoriale specifica i criteri per la corresponsione degli incentivi alle forme associative previste all’articolo 3 della presente legge (fusione), tenendo conto prioritariamente del numero dei Comuni associati, della rilevanza e della tipologia delle funzioni e dei servizi oggetto della gestione associata”. Tale primo passaggio fa comprendere come la programmazione deve essere valutata a livello regionale ma che la tipologia dei servizi e la loro importanza sono elementi prioritari.

Il secondo comma è invece il passaggio più rilevante in favore della fusione, infatti statuisce: “Ferma restando la preferenza per le unioni e le fusioni di Comuni, alfine di conseguire il livello ottimale dell’esercizio delle funzioni e dei servizi, è attribuito un contributo a tutte le forme associative previste all’articolo 3, determinato in rapporto ai seguenti principi: a) funzioni e servizi gestiti tramite uffici comuni e che comunque implichino una maggiore integrazione tra gli uffici ed il personale dei Comuni aderenti, nonché il conseguimento di una maggiore efficacia, efficienza ed economicità attraverso l’ottimizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie.  

In particolare, si richiede lo svolgimento in comune di almeno quattro dei seguenti servizi amministrativi: Polizia municipale Gestione del personale Servizi tecnici Servizi sociali Urbanistica Commercio e attività produttive Servizio tributi Finanza e contabilità Servizi ambientali Servizi a domanda individuale b) densità demografica dei comuni ricompresi nella forma associativa; c) popolazione con riferimento a indice di vecchiaia, indice di disoccupazione e indice di spopolamento; d) numero dei Comuni ricompresi nella forma associativa; e) altimetria ed estensione del territorio montano. f) istituzione di nuovi servizi, anche mediante innovazioni tecnologiche.”

In sostanza, alla luce di quanto statuito in regione, il comune unico Corigliano-Rossano non avrebbe difficoltà a intercettare il finanziamento regionale sussistendo: il carattere di densità demografica, un elevato tasso di disoccupazione e la presenza dei servizi amministrativi richiesti.

Il comma terzo stabilisce 3. Il Programma prevede : “a) l’erogazione di un contributo finanziario straordinario, una tantum, al momento della fusione dei Comuni. b) l’erogazione di incentivi finanziari ordinari annuali per tutte le forme associative di cui all’articolo 3.”

E’ questa, in sostanza, una certificazione dell’arrivo del denaro in favore dei comuni fusi.

 

Ø  D6. Ci sarebbero dei vantaggi tributari in caso di fusione?

Certamente sì. La legge n. 42 del 2009 all’art. 12, co. 1, lett. f) così recita “I decreti legislativi di cui all’articolo 2, con riferimento al coordinamento ed all’autonomia di entrata e di spesa degli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: … f) previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni tra comuni, anche attraverso l’incremento dell’autonomia impositiva o maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali”.

Finalmente ciò che si aspettava da anni, una sorta di federalismo fiscale, quel federalismo che ci consentirà di gestire direttamente parte delle nostre tasse e di farle rimanere nel nostro territorio per essere investite in infrastrutture, servizi pubblici, servizi sociali, ecc..

 

Ø  D7. Ci saranno dei benefici reali per i singoli cittadini e le imprese?

I vantaggi per i cittadini ci saranno certamente, come dimostrano le realtà dei territori dove le fusioni tra comuni sono già state effettuate da tempo (si pensi, ad esempio, in Calabria all’esperienza di Lametia Terme: comune unico di 70.714 abitanti nato il 4.1.1968 dai precedenti comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia).

La fusione Corigliano-Rossano, un unico centro di governo in un territorio che proprio per ragioni storiche, sociali ed economiche ha già forti connotazioni di unitarietà, può consentire di migliorare la qualità dell’amministrazione ed avviare progetti sostenibili per lo sviluppo locale. Difatti, gli obiettivi che la fusione, quale progetto di semplificazione istituzionale, si propone attengono ad un miglioramento dei livelli di efficienza e di efficacia dell’azione amministrativa, oltre che ad una riduzione della spesa pubblica, ragionevolmente prevedibile a seguito delle inevitabili economie di scala che una corretta gestione unitaria dei servizi naturalmente comporta. La fusione dei comuni di Corigliano e Rossano può portare ad una valorizzazione politica, amministrativa ed economica in un territorio che, considerato il suo complesso, accoglierà una comunità di oltre 80.000 abitanti residenti. Il progetto di fusione è sostenuto fortemente anche dalla “società civile” che, attraverso le libere Associazioni ed i Comitati operanti sul territorio, le forze economiche e le organizzazioni sociali, ha sviluppato un intenso e costruttivo dibattito pervenendo all’elaborazione ed alla formalizzazione di una proposta di fusione dei comuni di Corigliano Calabro e di Rossano, come forte elemento di rottura capace di ridare nuova fiducia ed entusiasmo.

Con i risparmi e le risorse straordinarie previste per legge per i primi 10 anni il Nuovo Comune avrà le risorse necessarie per effettuare investimenti importanti in infrastrutture, strade, ponti, ristrutturazione di edifici comunali, politiche per la scuola, per l’istituzione di una sezione staccata, ad esempio, della Facoltà di Agraria o di Architettura o di Scienze motorie e sportive, politiche sociali, investimenti contro il dissesto idrogeologico, un piano energia per rendere “energy green” tutti gli edifici scolastici, investimenti per agevolare la mobilità interna alla Città Unica ed i collegamenti e trasporti, per dotare la nuova città di un unico lungomare con pista ciclabile, ecc.

 

Ø  D8. Perchè la fusione tra Corigliano e Rossano dimezza per sempre il “costo della politica” ?

 

Questo è vero ed è uno dei motivi per cui lo Stato incoraggia molto le fusioni tra Comuni.

In caso di fusione, infatti, i costi della politica saranno tagliati del 50%: si passerà da 64 amministratori a 32 (1 Sindaco, 24 Consiglieri comunali ed un massimo di 7 Assessori).

Ma vi saranno altri risparmi di denaro pubblico legati alla “integrazione” di organi e uffici pubblici; ad esempio: un unico Collegio di Revisori contabili, una Tesoreria, una Segreteria, Responsabili di Ufficio quasi dimezzati, ecc..

 

Ø  D9. Perchè si parla di “efficientamento dei servizi” in caso di fusione ? Esempi ?

 

I servizi locali diverranno più efficienti perché potranno essere effettuati investimenti mirati in tecnologia e organizzazione del lavoro grazie alla maggiore disponibilità di risorse finanziarie anche per la “macchina pubblica”.

Poi, le funzioni comunali della Città Unica relative, ad esempio, a:

  1. Polizia Municipale

  2. Gestione Personale

  3. Ufficio Patrimonio e Demanio

  4. Urbanistica

  5. Servizi Sociali

  6. Commercio e Attività Produttive

  7. Servizio Tributi

  8. Finanza e Contabilità

  9. Servizi Ambientali

  10. Servizi a domanda individuale,

  11. ecc.

disporranno di un organico doppio di personale amministrativo e tecnico con conseguenti “economie di scala” che porterà un aumento di efficienza e di qualità dei servizi (sia di back-office che di front-office) erogati al cittadino e alle imprese.

Ad esempio, uno dei due attuali Responsabili di Ufficio, nel nuovo comune unico potrebbe svolgere le funzioni vicarie del Responsabile titolare e seguire meglio le importanti attività di programmazione e controllo del processo produttivo nonché le attività di “Customer Care” come individuare quei servizi (cosiddetti di front office o “a tempo reale”) che, attraverso la informatizzazione dei processi lavorativi, saranno erogati direttamente presso gli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP) e resi fruibili “vicino” al cittadino-utente.

Elevati saranno poi i risparmi sul “parco automezzi ed auto comunali”, sulle attrezzature di ufficio, sul software, sui contratti di manutenzione, ecc..

 

Ø  D8. Il Nuovo Comune potrà assumere nuovo personale ?

 

A decorrere dall’anno 2016, fermi restando i vincoli generali sulla spesa di personale, i comuni istituiti ….a seguito di fusione …. possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del 100 per cento della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio nell’anno precedente (si veda Art. 1, comma 229, della legge 208 del 28.12.2015).

Ciò significa che solo il comune fuso di Corigliano-Rossano potrà sostituire tutti i dipendenti che andranno in pensione, salvaguardando così nel tempo l’erogazione dei servizi al cittadino e alle imprese.  E’ questo un altro “incentivo” con il quale lo Stato rende appetibile la fusione tra comuni.

 

Ø  D9. Quale sarà il nome della nuova Città Unica in caso di vittoria dei SI’ ?

 

Il nuovo Comune assume il nome, per ordine alfabetico, di Corigliano-Rossano, così come previsto dall’Art. 1, comma 2., della proposta di legge n. 182/10^ del 22.10.2016 di iniziativa del consigliere regionale Graziano.

 

 

Ø  D10. Quando si terrà il Referendum consultivo ?

 

Il Referendum consultivo si terrà domenica 22 ottobre 2017, dalle ore 8:00 alle ore 21:00.

Le operazioni di scrutinio devono avvenire immediatamente dopo la chiusura delle urne e proseguire ad esaurimento. Al Referendum potranno votare tutti gli elettori residenti nei Comuni di Corigliano Calabro e Rossano che, in base alla vigente disciplina statale, godono del diritto di elettorato attivo per le elezioni dei Consigli regionali delle regioni a statuto ordinario.

 

 

Ø  D11.  Quali saranno i quesiti referendari ?

 

Sarà sottoposto a consultazione popolare solo il seguente “quesito”:

Volete l’istituzione di un nuovo comune, denominato Corigliano-Rossano, mediante fusione degli attuali comuni di Corigliano Calabro e di Rossano?”.

 

 

Ø  D12. Come cambia la “toponomastica”? E le “Vie” che hanno lo stesso nome nei comuni fusi?

 

Non c’è bisogno di cambiare nulla: l’indirizzo riporterà il nome attuale della Via, la località del vecchio comune, il nome del nuovo comune e la provincia. I codici di avviamento postale (c.a.p.) rimarranno gli stessi. Ad esempio, Via Nazionale n. 10, loc. Rossano, 87068, Comune di Corigliano-Rossano (CS) sarà diversa da Via Nazionale n. 10, loc. Corigliano, 87065, Comune di Corigliano-Rossano (CS).

 

 

Ø  D13. Tutti i cartelli stradali delle Frazioni e delle Contrade andranno sostituiti?

 

Se pensiamo ai cartelli che identificano le nostre Frazioni e Contrade non succede nulla, in quanto semplicemente verrà aggiunto/modificato “Comune di Corgliano-Rossano” in calce. In realtà però il cambiamento sarà grande perchè il Nuovo Comune avrà, per legge, le risorse necessarie per valorizzare al meglio il territorio e la sua identità, facendo emergere le tante ricchezze e peculiarità delle comunità locali.

 

Ø  D14. Quale sarà la sede del nuovo comune e degli uffici più importanti ?

 

La “proposta di legge regionale n. 182/10^  recante: “Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano””  prevede, all’art.4 comma 3, che:

3. La sede del Comune di nuova istituzione e ogni altro Ufficio Territoriale a carattere pubblico, in linea con il dibattito maturato tra i cittadini dal “Comitato delle 100 Associazioni”, dovrà allocarsi in un’area compresa tra Zona Insiti sud e l’area a cavallo del Torrente “Cino” a saldatura del territorio urbano e concentrazione degli Uffici Pubblici, venendo a costituire, con il nascente Ospedale della Sibaritide, il “Polo Amministrativo” di tutto il territorio Ionico. Tale Cittadella nella realizzazione dovrà divenire esempio – ambientale, paesaggistico, energetico, telematico diffuso – per il territorio e dovrà porsi a elemento significante di riferimento nodale delle più diverse infrastrutture: Ospedale. Uffici, Giardini, Stazioni ferrate e delle autolinee, Porto, Comunità Rurali, Luoghi della Cultura, Centri urbani esistenti sia storici che di recente costruzione”.

Gli uffici che godranno certamente della fusione saranno: il Commissariato di Polizia, l’ASP, l’Agenzia delle Entrate, l’INAIL, l’INPS, l’ASP Corigliano-Rossano.  In una nuova realtà come la città unica di oltre 80.000 abitanti, con una così  grande estensione territoriale, non potrà non essere istituito il nuovo Tribunale di Corigliano–Rossano, con tutti i servizi connessi (Ordine degli Avvocati, Ordine dei Commercialisti, ecc.).

Ø  D15. Ma in attesa della costruzione della “Cittadella”, dove sarà l’ufficio del Sindaco e dove si riunirà la Giunta ed il Consiglio Comunale?

Nella fase iniziale, per mantenere lo stretto raccordo con i cittadini e le esigenze dei territori, il Sindaco sarà presente, a giorni alterni, nei due vecchi uffici del Sindaco, così come le riunioni di Giunta e di Consiglio saranno convocate , alternativamente, presso gli attuali Municipi.

 

Ø  D16. Cosa succede, da un punto di vista istituzionale, in caso di istituzione del nuovo Comune Unico?

 

Alla data di istituzione del nuovo Comune i due Comuni originari sono estinti. I rispettivi Sindaci, Organi, Giunte e Consigli comunali decadono e le funzioni degli organi di governo del Comune nuovo sono esercitate da un Commissario coadiuvato dai due Sindaci dei comuni originari (si veda Art. 3 della proposta di legge n. 182/10^). Il Commissario rimane in carica fino all’insediamento dei nuovi organi del nuovo Comune a seguito delle elezioni amministrative.

 

Ø  D17. Chi approverà in nuovo Statuto ed il Regolamento di funzionamento del nuovo Consiglio Comunale, in caso di fusione?

 

Gli Organi del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano, entro sei mesi dalla loro elezione, approvano lo Statuto comunale ed il Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale. La redazione dello Statuto avviene previo espletamento di studi di fattibilità in ordine all’individuazione dei migliori modelli organizzativi ed attuativi del nuovo ente, alla cui elaborazione possono concorrere le professionalità del luogo. (si veda Art. 15, comma 2, del d.lgs. 267/2000 ed Art. 6 della proposta di legge n. 182/10^).

 

Ø  D18. Ci sono strade alternative alla fusione con uguali vantaggi?

Si parlava di Unione (in alternativa alla fusione) ma tale processo non darebbe garanzie di alcuna natura in merito alla maggiore rappresentatività del nostro territorio oltre a portare un introito finanziario minore: si continuerebbe ad avere due entità distaccate che, con i loro rappresentanti, esporrebbero (senza risolverle) le criticità ormai note dei nostri territori (art. 32 TUEL) per come accaduto negli ultimi 25 anni. Di fusione si parla in ogni regione d’Italia, e per restare vicini, oltre alla fusione già avvenuta tra i comuni della “Pre-Sila”, anche Cosenza e Rende vorrebbero fondersi.

 

Ø  D19. I voti al referendum sulla fusione di Corigliano e Rossano saranno considerati singolarmente o si farà un calcolo unico?

I voti saranno considerati singolarmente, ossia se in uno dei 2 comuni vincesse il NO la fusione non si farà. L’art. 44 delle LR Calabria n. 13/1983 e ss., è stata modificata dalla LR 43 del 2016 art. 16 co. 1 dove la frase “… complessivi dell’intero bacino elettorale …” è stata abrogata, per cui, sempre con leggi alla mano, il calcolo non riguarderà l’intero bacino elettorale ma i singoli collegi. Non vi sarà alcun calderone ma, per la fusione, occorrerà che il SI vinca sia a Corigliano che a Rossano.

 

Ø  D20. Potrà succedere, in caso di fusione dei comuni esistenti, che le periferie verranno dimenticate e che si perda l’identità delle comunità?

Tale pericolo non esiste, anzi vi sarà un rafforzamento dell’azione di valorizzazione delle comunità locali.

L’art. 16 co. 6 del TUEL, attribuisce direttamente al Comune il potere di creare la figura del “Municipio”.  La proposta di legge regionale n. 182/10^ del 22.10.2016 (Istituzione del nuovo Comune derivante dalla fusione dei Comuni di Corigliano Calabro e di Rossano), prevede, all’art. 7 i Municipi:

1. Lo statuto del nuovo Comune può prevedere, ai sensi dell’articolo 16 del d.lgs. 267/2000, in fase transitoria e sperimentale, l’istituzione di organismi privi di personalità giuridica come i Municipi d’Area, sia urbani che rurali, con lo scopo di preservare e valorizzare l’identità storico-sociale delle comunità locali originarie e favorire la partecipazione dei cittadini, attribuendo ai Municipi diritto di parere su alcune deliberazioni che li riguardano, oltre alle ulteriori adeguate forme di partecipazione e di decentramento di servizi previste dalla vigente legislazione.

2. Vista l’attuale conformazione demografica nel territorio, i Municipi d’Area potranno essere costituiti con almeno 8.000 abitanti e per un massimo di 7 nell’intero territorio del nuovo Comune.

3. Gli organi amministrativi del nuovo Comune incentiveranno la partecipazione civica attraverso iniziative di coesione sociale e attivando canali di comunicazione adeguati per ascoltare le istanze dei cittadini.”

 

Tale istituto, al quale possono essere demandati poteri di ampia natura (anche di consultazione obbligatoria in seno a decisioni della giunta comunale), prevede la tutela del cittadino, ossia, svolge una funzione di ufficio decentrato con l’obbligo di fornire servizi ed aiuto all’abitante del luogo. Per avere uno stato di famiglia o un certificato di residenza non si dovrà percorrere inutili chilometri poiché con l’istituzione dei Municipi i servizi (come per legge) andranno obbligatoriamente ottimizzati e telematizzati, fruibili negliUffici Relazioni con il Pubblico (U.R.P.) con l’uso di strumenti informatici.

 

Ø  D21.  Perché non è stato effettuato uno “studio di fattibilità” di cui qualcuno parla ?

Il cosiddetto “studio di fattibilità” serve, in generale, a dare al livello politico ed al cittadino uno strumento in più per quantificare vantaggi e svantaggi di un processo di fusione tra comuni. Occorre precisare che in Italia sono fusi più di 60 comuni dal 2014 ad oggi e per ognuno di questi lo studio di fattibilità ha sempre dato pareri positivi. Lo Stato e le Regioni “incentivano” i processi di fusione tra comuni proprio perchè, come provato da svariati studi scientifici, la fusione consente sempre “risparmi di spesa pubblica” ed “efficientamento dei servizi al cittadino e alle imprese”.

Generalmente, poi, lo studio di fattibilità è redatto da Professionisti privati e, quindi ha un costo più o meno alto a seconda degli obiettivi e degli indicatori che si commissionano.

Nel caso specifico del progetto di fusione tra i comuni di Corigliano Calabro e Rossano, premesso che la legge non fornisce un termine obbligatorio per svolgere lo studio di fattibilità, il “Comitato delle 100 Associazioni per la fusione” ha scelto di non sostenere una spesa che – in caso di esito negativo del Referendum consultivo – poteva rappresentare un inutile spreco di risorse a carico delle Associazioni e dei singoli cittadini aderenti al Comitato.

Ma soprattutto perché convinti che il progetto di fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano, unico caso nazionale di fusione tra due comuni di medie dimensioni, si basa su una solida e decennale “Visione strategico-politico-sociale condivisa” e su una “Programmazione istituzionale congiunta” che, seppure a step successivi,  ha prodotto i seguenti atti:

1.      nel 2007 i Consigli Comunali di Rossano e Corigliano Calabro hanno approvato il patto per lo sviluppo dell’area urbana;

2.      con deliberazione della Giunta Regionale della Calabria n. 159 dell’8.4.2009 sono state identificate le aree urbane che hanno una particolare propensione allo sviluppo, tra cui quella di Corigliano e Rossano, successivamente riconosciuta anche a livello ministeriale;

3.      l’area urbana Corigliano-Rossano è una realtà importante che si stà strutturando da tempo in maniera sinergica e con il metodo della partecipazione e del coinvolgimento, anche con gli altri comuni contermini attraverso la costruzione di strumenti di pianificazione, di promozione e di valorizzazione del territorio nel suo complesso;

4.      il piano strutturale associato (PSA) che l’area urbana ha strutturato con i Comuni di Cassano Allo Ionio, Crosia e Calopezzati;

5.      il piano integrato di sviluppo urbano (PISU);

6.      i piani strategici dei Comuni di Corigliano-Rossano, strutturati in modo che convergano verso scenari di sviluppo comuni a medio e lungo termine;

7.      il sistema turistico locale “Terre Ionico Silane! (STL);

8.      i progetti integrati di sviluppo locali (PISL);

9.      i Gruppi di Azione Costiera (GAC) – “I Borghi Marinari della Sibaritide”;

10.  il progetto integrato per la valorizzazione dei centri storici della Calabria “I Borghi dei Castelli, delle Grotte, dei Monasteri”;

11.  la gestione associata della Centrale Unica di committenza (CUC);

12.  la comune programmazione culturale e turistica, per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e la promozione dell’offerta turistica;

13.  la valorizzazione del Borgo marinaro di Schiavonea e del Fondaco S. Angelo, anche in vista di un loro futuro collegamento, lungo il litorale, da definire sul piano ambientale, che ricade nell’area urbana da fondere;

14.  la Delibera n. 1 del 16.1.2015 del Consiglio comunale di Rossano e la Delibera n. 3 dell’1.2.2016 del Consiglio comunale di Corigliano Calabro, che hanno dato impulso al procedimento di fusione dei relativi Comuni nella prospettiva di un miglioramento continuo dei servizi erogati e della promozione di forme avanzate di collaborazione tra i territori;

15.  il “Comitato 100 Associazioni per la fusione” ha predisposto la “Petizione” – sottoscritta dalle Associazioni e dai singoli cittadini – che in seguito è stata presentata ai Sindaci di Corigliano Calabro e Rossano i quali hanno recepito le premesse in essa riportate nonchè le analisi della situazione di fatto dando avvio ad un attivo dibattito sull’opportunità di giungere alla costituzione di un Comune Unico tramite il voto referendario di domenica 22 ottobre 2017. Il dibattito tra i cittadini dei due Enti locali continuerà ad arricchirsi con riflessioni di carattere storico e civile (attraverso riunioni, convegni, interviste e comunicati, quotidiani, blog, ecc.), comprovanti i loro forti legami affettivi, territoriali, sociali, economici e culturali.

La realizzazione di un unico forte centro di governo, in un territorio che proprio per ragioni storiche, sociali ed economiche ha già forti connotazioni di unitarietà, potrà consentire di migliorare la qualità dell’amministrazione ed avviare progetti sostenibili per lo sviluppo locale, con spirito di rinnovato riscatto e speranza nel futuro da parte degli attuali cittadini e delle future generazioni della nuova città di Corigliano-Rossano.

 

A cura dei “Comitati Referendari per il SI alla Città Unica” di Contrada Petraro e Contrada Sant’Irene di Rossano

Con preghiera di integrale pubblicazione.