Credo che ora l’impegno primario di chi ha ruoli di una certa responsabilità sia quello di una “fusione” degli animi, in modo da ricomporre un clima di serenità, dopo tanti contrasti, esplosi in un acredine mai così acceso. Nessuno tocchi le proprie identità! Rispetto reciproco per obiettivi di crescita che coinvolga le due popolazioni. 

Un accordo per una difesa del nostro territorio, che prescinda da con-fusioni di usi e tradizioni tramandati da Storie parallele ma diverse. Ciò che si dovrà ottenere è la cessazione del continuo saccheggio di cui le due città sono state vittime in questi ultimi anni. Ed il recupero di servizi essenziali sottratti da una politica accentatrice, che ignora le reali esigenze e vocazioni di una popolazione attiva e produttiva. Ciò che gli impulsi derivanti da questa consultazione poteva trasferire negli obiettivi dei due Comuni separati, deve ora essere patrimonio della nuova città e della classe dirigente che si andrà a formare. L’augurio è che domani i giovani – si chiamino coriglianesi o rossanesi o in qualsiasi altro modo – ritrovino la dignità di sentirsi cittadini nel senso pieno della parola, con i diritti e i doveri di chi guarda al futuro con speranza ed entusiasmo, convinti delle proprie potenzialità e e nella certezza di non dover elemosinare niente a nessuno.

Carlo Caruso