Le polemiche suscitate dalla delibera di Giunta Comunale di Rossano N°196 del 2017, quella che istituisce le nuove posizioni organizzative, nonché le successive affermazioni enfatiche dell’assessore Mauro, che ci teneva a precisare di aver voluto investire su nuovi responsabili, più motivati e quindi più funzionali alle esigenze dell’Ente, sembrano infrangersi sui comportamenti successivi, che in qualche modo indeboliscono le invocate novità.

 Succede che alla responsabile di un importante servizio, viene assegnata una posizione organizzativa pari ad una indennità fissa annua di euro 8.500 oltre alla retribuzione di risultato che potrà raggiungere un ulteriore 25% in più. Trascorsi tre mesi da quella assegnazione, la dipendente chiede ed ottiene dal suo dirigente di riferimento, il segretario generale dott. Nicola Middonno (che è anche responsabile della trasparenza e dell’anticorruzione, e che di recente è stato sovraccaricato di decine di altri servizi, tra i quali l’ufficio stampa) di godere di permessi in ragione di due giorni alla settimana per motivazioni certamente legittime, che non mettiamo certamente in discussione. Noi vorremmo però ricordare che la vigente disciplina contrattuale, in relazione ai titolari di posizione organizzativa, e per la rilevanza dei compiti agli stessi affidati, si limita a stabilire la durata minima della prestazione lavorativa settimanale (pari a 36 ore) e non anche quella massima, che è invece collegata alle effettive necessità delle funzioni da svolgere. Le prestazioni ulteriori rese dal dipendente in funzione del suo incarico, non possono considerarsi straordinarie o aggiuntive rispetto al minimo delle 36 ore, ma sono ordinario orario di lavoro. Mentre l’orario di lavoro minimo settimanale, rimane comunque assoggettato alla vigente disciplina relativa a tutto il personale dell’ente e agli ordinari controlli sulla relativa quantificazione. Ciò comporta che, relativamente all’orario di lavoro, il personale incaricato delle posizioni organizzative è tenuto ad effettuare prestazioni lavorative settimanali non inferiori a 36 ore, mentre le eventuali prestazioni ulteriori che gli interessati potrebbero aver effettuato, in relazione all’incarico affidato e agli obiettivi da conseguire, non sono retribuite e neppure danno titolo o diritto ad eventuali recuperi compensativi. Il maggiore impegno di tale personale trova ristoro nel riconoscimento delle specifiche voci di trattamento accessorio rappresentate dalla retribuzione di posizione e da quella di risultato. La vigente contrattazione, comunque, non attribuisce in alcun modo al dipendente titolare di posizione organizzativa il potere o il diritto alla autogestione dell’orario settimanale, consentita, invece, al solo personale dirigenziale, né questa potrebbe essere consentita dal datore di lavoro. Né prevede che, come nel caso della responsabile di cui abbiamo detto sopra, possa lavorare 20 ore alla settimana e percepire la posizione organizzativa. Eppure sindaco e assessore hanno affermato che le lamentele sulla distribuzione dei PESI erano strumentali. Che avevano poco da lamentarsi quanti esclusi ingiustamente dall’assegnazione delle prebende, ecc. Noi ritorniamo a chiedere di rivedere la delibera per come già ampiamente richiesto nelle settimane scorse, rimuovendo alcune convincimenti di parte e dimostrando finalmente che l’unica cosa che l’Amministrazione ha a cuore è la migliore organizzazione degli Uffici comunali, per adeguarli al meglio alle esigenze della Collettività. Anche perché, lo ribadiamo, le indennità riconosciute alle posizioni organizzative sono risorse prelevate dal fondo incentivante, destinato a tutti i Lavoratori, che pertanto avrebbero buone ragioni per sentirsi poco tutelati dall’Amministrazione Comunale, a tutto vantaggio dei pochi.

Vincenzo Casciaro – Segretario Generale FP CGIL Comprensoriale