C’è una grande occasione per provare a mettere in campo un’alternativa concreta al partito unico (dello sfascio) rossanese che pian piano si sta impadronendo del comune unico. Quell’occasione coincide con la discesa in campo di una classe politica, nuova o vecchia che sia, di coraggiosi coriglianesi, che dovrebbe contrastare la “triste” macchina da guerra che il peggio della classe dirigente rossanese ha messo in piedi per vincere le prossime elezioni comunali.

Perché al contrario di quello che si potrebbe credere quest’elezione non sarà importante per la sua portata storica, perché unirà due popoli e due territori, come dicono in tanti, ma perché sarà un formidabile referendum organizzato contro una prassi politica diffusa da anni: l’incapacità, di buona parte della classe dirigente rossanese, di considerare la crescita del territorio e il rinnovo stesso della politica locale una battaglia più importante della lotta per primeggiare e conquistare il potere. LEGGI ARTICOLO COMPLETO