Ogni anno al termine del tempo liturgico della Pasqua, la Chiesa tutta, anche quella Presente nella nostra Diocesi di Corigliano Rossano-Cariati ,festeggia solennemente la “Gioia cristiana della Festa di Pentecoste”. Nei secoli purtroppo la spiritualità cristiana si è occupata più della sofferenza che dell’allegria, più della mortificazione che del piacere, più del pianto che del riso e l’abito nero del lutto è diventato la divisa di preti e suore. Siamo eredi di una tradizione spirituale tetra, pessimista, dove le parole, gioia e felicità, vengono viste con sospetto. Siamo tutti “gementi e piangenti in questa valle di lacrime” in cui si sguazza devotamente perchè siamo nati per soffrire e la felicità è nell’aldilà.

Ancora oggi si sente in giro un linguaggio a volte agghiacciante sulla bocca dei cristiani, che mai avremmo pensato di sentire neppure dai Vertici della nostra Chiesa Gerarchica. Si sente parlare, che per il ritorno alla Fede nella Chiesa e con la Chiesa, è urgente la “tolleranza zero” perchè ” i valori non sono negoziabili” ed è necessario “la disciplina e la penitenza” per cui va usato “il bastone per il gregge”.

Questo linguaggio non appartiene al Vangelo di Gesù, dove il Padre lascia le novantanove pecore, pie, buone e devote e va in cerca di quella smarrita, senza prenderla nè a bastonate, nè a calci nel sedere, ma se la pone sulle spalle e sul petto, ,cominicandole così la sua forza e la sua predilezione.

Non si può nella Chiesa dare, agli eventi, risposte dettate dalla Paura, in difesa solo dei propri privilegi o interessi clericali. No! C’è bisogno solo del Coraggio del Vangelo in una Chiesa in Uscita. . . che sappia accogliere nel proprio “Grembo Generativo” quella linfa vitale comunicateci dal Padre per mezzo del Cristo nel Dono dello Spirito della Pentecoste.

Lo stesso Gesù, avvicinandosi la Sua Ora, l’ora cioè della Coerenza e della Fedeltà al Mandato ricevuto dal Padre nell’Incarnazione, disse ai suoi: << Coraggio, IO ho vinto il mondo! (Gv.16,33)>>. Questo Coraggio trasmesso alla sua Chiesa, ci libera dalla Paura e ci dona tanta ma tanta Serenità!

Gesù aveva anche detto ai suoi discepoli : << Come il Padre ha amato Me,così anch’IO ho amato Voi. Rimanete nel mio Amore,perchè la mia Gioia sia in Voi e la vostra Gioia sia Piena (Gv.15,9-14) >>. Gesù sottolinea << quella mia sia in voi>> e << la vostra gioia sia piena>>. La gioia nel linguaggio ebraico significa festa, festività, banchetto nuziale. Non quindi un sentimento interiore che uno sente ma una necessità impellente di manifestazione esteriore di parole e gesti verso gli altri. La felicità quindi consiste proprio in quello che noi diamo e non in quello che riceviamo (At.20,35b).

La gioia di sentirsi amati dal Padre conduce allora i credenti, come Gesù, a mettersi il Grembiule del servizio ,non per essere solo una Stazione apatica di Servizio ,ma Memoriale Eucaristico per operare politicamente con tutti alla costruzione della Civiltà dell’amore. Col Dono dello Spirito Santo noi cristiani entriamo in un dinamismo crescente e traboccante di condivisione e contagio. Più trasmettiamo amore grembiulizzato agli altri e più permettiamo al Padre una comunicazione di amore senza fine ,per cui Gesù ci assicura che << la mia gioia>>> diventa <<la vostra gioia e GIOIA PIENA (Gv.15,11)>>.

Corigliano Rossano,09 giugno 2019 . Festa della Pentecoste. FRANCO PALMISANO