Per “farli” lunedì pomeriggio li hanno attirati in una trappola. Pretese autonomistiche d’un nuovo gruppo criminale già in via d’estinzione?

Il compianto Andrea Camilleri l’avrebbe romanzatamente rubricata come una (duplice) “ammazzatina”, ma qualche pagina più avanti avrebbe magistralmente descritto il quadro di quella che nell’ultimo anno della Sibaritide si sta caratterizzando come una carneficina. È la ‘ndrangheta contro se stessa a sparare e ad ammazzare. “Ripulendo” il “proprio” territorio da chi sgarra, magari rivendicando spazi impossibili ed un’autonomia inconcedibile. Eliminando attraverso epurazioni talvolta silenziose, talaltra plateali.

Nel codice “etico” non scritto dei capi-‘ndrangheta le esecuzioni di morte seguono diverse modalità, a seconda del personaggio di turno che per essi va tolto di mezzo. C’è chi viene “fatto” a raffiche di kalashnikov e chi viene “fatto”… sparire nel nulla. LEGGI ARTICOLO COMPLETO