Appello al Sindaco per un Welfare comunitario e partecipativo.
Le politiche scellerate, patrimonio della sinistra, sulla mancata gestione dell’immigrazione, approdano in uno dei primissimi atti di governo della giunta Stasi, errato nella forma e nella sostanza, e preordinano scelte, nel sociale, che mettono in secondo piano la soluzione dei problemi legati ai disagi ed ai bisogni emergenti delle Comunita’ amministrate. Lo affermano Domenico Campana e Rodolfo Alfieri, dirigenti nazionali del Movimento Nazionale per la Sovranita’, che fanno riferimento alla delibera di Giunta del 15 luglio scorso. 

Si parla di ‘’inclusione sociale’’, mentre in realta’ si tratta di un progetto di ‘’integrazione e accoglienza di immigrati regolari’’ da realizzare, con un finanziamento ministeriale Por di 1.800,000 euro. E’ appena il caso di sottolineare, e’ la prima incongruenza formale della delibera, che il diritto fondamentale all’inclusione e’ proprio degli appartenenti alle Comunita’ amministrate, mentre l’integrazione e’ una sorta di ‘’valore aggiunto’’ che si esercita nei confronti di quanti, esterni alla Comunita’, dimostrano di volersi ‘’integrare’’. E’ necessario, e non e’ stato fatto, avere statistiche precise sulla presenza degli ‘’immigrati regolari’’ al 2019. I dati del Ministero che utilizza per dettare i criteri per i vari finanziamenti ai progetti, sono quelli Istat relativi agli ultimi tre anni e non e’ escluso che la situazione al 2019 sia cambiata nel nostro territorio, quanto a presenza di ‘’immigrati regolari’’, le cui condizioni di ‘’regolarita’’’ , con il primo ‘’decreto sicurezza’’ sono sostanzialmente mutate in ‘’senso restrittivo’’. Il sindaco e la Giunta impegnano, inoltre, le ‘’casse’’ del Comune, per cinque anni successivi alla conclusione del progetto, a pagare la manutenzione e la gestione della struttura. E a causa di tale ‘’impegno’’ di spesa la delibera avrebbe dovuto avere il ‘’placet’’ del Consiglio (articolo 42 Tuel, ‘’attribuzioni del Consiglio’, comma 2 lettera I). E a proposito di ‘’cassa’’ e’ possibile conciliare tale impegno di spesa per cinque anni con i conti in rosso certificati dal rendiconto 2018 approvato dal commissario, poco prima dell’insediamento della nuova amministrazione? . E’ scritto chiaro e tondo che il disavanzo e’ per euro – 32.714.504. Un risultato pesantemente negativo che si accompagna con i 50 e oltre milioni di crediti di dubbia esigibilita’ nonche’ con circa un milione mensili di rate di mutui. Ora per una somma uguale a quella chiesta nella delibera ‘’acchiappasoldi’’ a favore degli immigrati, ovvero 1.800,000 il Programma triennale delle opere pubbliche 2018-2020 approvato dal Commissario Bagnato con i poteri del Consiglio, il 31 agosto 2018, finanzia un progetto similare a quello della giunta Stasi, sempre a Corigliano ma in altro luogo. Si tratta, e’ scritto nella scheda 2, allegata al programma, della ‘’realizzazione di un presidio socio sanitario e punto di accoglienza per immigrati e richiedenti asilo e protezione umanitaria ( due criteri profondamente cambiati dal decreto Salvini), nel ‘’Convento’’ annesso alla Chiesa di San Francesco di Paola- Corigliano’’ Nella scheda e’ scritto inoltre: La progettazione approvata; inizio dei lavori il 4 del 2018; fine lavori il 4.2019. Ma c’e’ di piu’. Entro il 15 luglio scorso , il progetto ,con la delibera da piu’ parti contestata, doveva essere inviato al Ministero, pena la non ammissibilita’. La delibera e’ stata approvata il 15 luglio alle ore 18,07 e pubblicata all’albo pretorio il 16 luglio, mentre e’ scritto nella stessa delibera, che essa diventera’ esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del Tuel. Di qui l’interrogativo: il progetto e’ stato trasmesso fuori tempo massimo? Rivolgiamo – affermano Campana e Alfieri – un appello al Sindaco Stasi: non si puo’ affrontare con una delibera ‘’acchiappasoldi’’ il problema dell’immigrazione sul nostro territorio. Auspichiamo che il Sindaco, nelle sue comunicazioni all’ordine del giorno del Consiglio del 29 luglio, annunci il ritiro della delibera e nel contempo lanci un ‘’appuntamento’’ di riflessione, al quale diamo sin d’ora la nostra disponibilita’, per un progetto di Welfare comunitario e partecipativo da costruire con sinergie tra risorse locali (associazioni, terzo settore, imprese, banche, la promozione per il 5per mille al Comune) e Amministrazione al fine di organizzare-riorganizzare i servizi che siano non solo autosostenibili da un punto di vista economico, ma che siano anche generatori di risorse per nuovi servizi e occupazione. Auspichiamo altresi’ che tale obbiettivo sia una delle priorita’, insieme con lo sviluppo e la crescita con occupazione, dell’ azione programmatica di governo.