I componenti la commissione hanno formulato la proposta di una rete sociale in grado di produrre una progettazione sempre più complessa ed estesa al punto da coinvolgere anche la formazione professionale, i servizi per le politiche abitative, quelli sanitari, troppo spesso staccati da forme di coesione sociale tali da dare risposte. 

Necessita, dunque, un’azione di monitoraggio che censisca i bisogni dei nuclei familiari in povertà, ponendosi obiettivi concreti di inclusione attraverso la individuazione di sostegni finanziari in grado di tracciare percorsi verso l’autonomia.

La commissione valuta inadeguata la vasta area “welfare” così come attualmente concepita nella terza città della Calabria. Il Comune di Corigliano Rossano d’altronde destina risorse nelle poste di bilancio costituite in maggioranza da finanziamenti di progetti che hanno una durata temporale e con il loro esaurimento purtroppo si ha l’aggravamento delle problematiche, piuttosto che la loro risoluzione.

Tra le proposte avanzate dalla commissione: la perequazione del personale all’interno del nuovo ente. Corigliano ha un numero appena sufficiente di assistenti sociali mentre Rossano conta una sola unità. Occorre dare attuazione allo spirito della legge regionale 2/2018 che ha prodotto la fusione in aderenza alla legge N°56/2014 meglio nota come legge Del Rio. Garantire, quindi, un livello quali-quantitativo elevato perché si tratta di servizio sociale, dunque di politiche per fasce di popolazione che vivono disagio e sofferenza.

I punti su cui intervenire in sede di bilancio di previsione: la spesa riservata ai servizi sociali; l’allegato piano annuale e triennale in materia di assunzioni di assistenti sociali (previsti dal piano regionale per la lotta alle povertà 2018-2020 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti), psicologi, sociologi ecc; le dichiarazioni programmatiche e annuale nel documento unico di programmazione DUP. Infine, ma non per ultimo, individuare, previo censimento degli immobili comunali, strutture da affidare in comodato alle associazioni che si occupano della materia realizzando “Case Solidali” o similari. Ciò consentirebbe anche di mettere nelle condizioni le associazioni di fare rete favorendo l’interscambio informativo e professionale. Gli esiti dei lavori della commissione sono stati posti all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza dell’Osservatorio, presieduto da Vincenzo Figoli.          

                                         UFFICIO COMUNICAZIONE OSSERVATORIO