Il segno dell’arretramento sociale e della qualità di vita che viviamo a mio parere è questa prassi ora diventata legge di allarmi rossi con conseguenti chiusure di scuole! Sia ben chiaro non affermo che non sia giusto salvaguardare l’incolumità dei cittadini, piccoli e grandi, affermo che un paese civile dovrebbe essere attrezzato per supportare la pericolosità “normale” degli agenti atmosferici, tranne che non si tratti di tornadi, tifoni o manifestazioni veramente eccezionali alle quali strade, impianti, edifici pubblici, abitazioni e servizi non siano predisposte a resistere.

Ecco qui il problema e naturalmente non mi riferisco solo al nostro territorio ma ad un più generale malcostume ormai diffuso in tutt’Italia:

Il territorio non è più predisposto a resistere all’offesa degli agenti atmosferici seppure in forma superiore alla norma, non parlo di eccezionalità, e qui mi sembra che si torni al problema della fuga dalle responsabilità, tanto meglio mettere un bell’allarme rosso e stiamo tutti più tranquilli!

Qualcuno che legge ricorderà la questione della disgrazia avvenuta di recente nell’alveo del torrente Raganello a Civita, dove ci furono purtroppo delle vittime e il successivo rimpallo di responsabilità tra amministratori e protezione civile, tra allarme giallo, rosso, e le conseguenti determinazioni in conseguenza degli avvisi pubblicati!

Già … gli avvisi, tutto si gioca nella pubblicazione degli avvisi, è come se lo Stato in quei luoghi dove vige la legge della mafia/camorra mettesse sulle strade di quelle zone un cartello con una lupara che avverte: “attenzione qui mafia”, quindi se oltrepassate quella linea lo fate a vostro rischio e pericolo, “lo Stato declina qualsiasi responsabilità “.

Un po’ siamo difronte al parallelo del sistema di controllo stradale oggi in uso:
alla persistenza di una buca non si procede ad eliminare la buca come si dovrebbe fare, ma si pensa a pararsi le terga mettendo in opera un bel cartello nei paraggi della buca con un segnale di ” attenzione buca” quindi io Ente Pubblico non rimuovo il problema ma rimuovo la mia responsabilità, per giorni e giorni! È l’ammissione dell’incapacità della Pubblica Amministrazione di essere Pubblica Amministrazione!

Ci rendiamo conto del corto circuito di ruoli e responsabilità che con questa logica si instaura tra il cittadino e la sua e emanazione che è l’ente pubblico!

Un’altra breccia nella fiducia tra cittadini, politica ed enti pubblici!

Mario Gallina