Beati gli affamati e gli assetati della giustizia, perché questi saranno saziati (Mt.5.6)”. Ma quando? Questa beatitudine è liberante e non alienante. E’ la Beatitudine della vera felicità del Natale. Molti non siamo felici, perché pensiamo che la felicità consiste in ciò che gli altri devono fare per noi. Rimaniamo sempre delusi , perché gli altri non corrispondono a quello che noi aspettiamo o desideriamo o speriamo da loro. Allora Gesù dice: no la felicità non consiste in quello che gli altri faranno per noi, in ciò che riceveremo ma in quello che doneremo.(At.20,35b)

    La pienezza della felicità si realizza solo quando c’è pienezza di umanità. Questa è la missione totalizzante dei “Poveri di spirito” nella Chiesa in . . . uscita nel mondo, quando si battezza l’umanità, rendendo presente nell’oggi della storia il Memoriale del Natale del Cristo , per cui “i poveri saranno saziati”.

L’Evangelista Matteo usa, nella Beatitudine, il termine greco “xortazo”, che si usa per gli animali che mangiano sino a scoppiare e si potrebbe dire “satolli”. Beati allora gli affamati ed assetati della giustizia, perché questi saranno saziati fino a scoppiare. Questo verbo , essere satolli, essere sazi, l’Evangelista lo riporta anche in un episodio importante, quello della Condivisione dei Pani, dove quelli che mangiarono furono satolli (Mt.14,20).

L’Evangelista allora con questa tecnica letteraria in cui si adopera questo verbo solo in questi due episodi, ci fa comprendere che si sazia la propria fame e sete di giustizia, di felicità, solo quando si sazia la fame e la sete fisica degli altri .

Proprio per questo Gesù garantisce e pretende che all’interno della sua comunità non ci sia alcuna forma di ingiustizia o sudditanza , ma fratellanza di ideali. Lui stesso provvederà a severe ammonizioni e precauzioni e dirà ai suoi: <<Non fatevi chiamare da nessuno padre, perché l’unico Padre è quello dei Cieli e non fatevi chiamare da nessun maestro, perché l’unico Maestro è il Cristo (Mt.8,10).Questo suo invito è per evitare ranghi e gerarchie nel suo Regno.

Tale Regno è una Proposta per tutti, anche se non è di tutti, in quanto soltanto quelli che accoglieranno i suoi valori, accettando di cambiare vita, si sazieranno entrando a farne parte. Ma attenzione! Questo Regno della sazietà non è il regno dell’aldilà, ma aldiquà, una società cioè alternativa , dove anziché accumulare egoisticamente si condivide generosamente con gli affamati e gli assetati e anziché dominare sugli altri si diventa servitori altrui.

Solo condividendo e servendo quello che si è o che si ha, saziando il fratello nel bisogno, si crea l’abbondanza e si gusta poi tale Beatitudine perché si avverte la vera sazietà nella fame e nella sete della giustizia, nella Civiltà dell’Amore.

Rileggiamo e riascoltiamo,OGGI. la quarta Beatitudine: << Quelli che sono affamati e assetati di giustizia, BEATI! Perché questi nella comunità del Regno saranno soddisfatti>>.

Corigliano Rossano, 10.12.2019 ( FRANCO PALMISANO )