Doppiamente auguri a Papa Francesco

    La nostra comunità , che è in Corigliano Rossano , grata al Signore e in perfetta letizia, porge doppiamente Auguri a Papa Francesco, sia per la ricorrenza del suo 50.mo Anniversario di Ordinazione Presbiterale, avvenuta il 13 dicembre 1969, in Còrdoba (Argentina) per mani dell’Arcivescovo Ramòn Josè Castellano, sia per la ricorrenza del suo 83.mo genetliaco , essendo lui nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. La sua elezione poi a Pontefice di Santa Romana Chiesa è avvenuta in Roma il 13.3.2013. Il regnante papa Jorge Mario Bergoglio è dunque il 266.mo successore dell’Apostolo Pietro nella sede Apostolica .

    Il Capo della Chiesa Cattolica, pur tanto amato e non solo dalla Cristianità, in pochi anni però è riuscito anche a deludere tanti solerti collaboratori nel suo Ministero Ecclesiale. E’ un risentimento, nei suoi confronti, dapprima covato, ma ora platealmente manifesto. Perché?

Prima di tutto sono scontenti di Lui molti dei suoi cardinali, che pure lo hanno eletto. Per loro era il Pastore ideale, senza scheletri negli armadi , dottrinalmente sicuro, tradizionalista sì, ma con accettabili aperture verso il nuovo. Mai costoro avrebbero pensato che Bergoglio avrebbe riformato nientemeno che la Curia romana , eliminando privilegi e frustrando le vanità del clero. La sua presenza, sobria e spontanea, è un costante atto di accusa ai pomposi prelati , ripieni di se stessi.

Sono costernati anche i vescovi in carriera , quelli ( e sono tanti!) per i quali una nomina in una città era solo il piedistallo per un incarico di maggiore prestigio. Dimostrano a tutti, con convegni e assemblee, di conoscere a menadito i documenti papali, dimenticandosi di essere seguaci di Cristo e non di Pietro. Ora questo Papa invita questi ambiziosi e vanesi vescovi ad avere l’odore delle pecore. . . Che orrore! .

Ma sono amareggiati per Lui anche tanti nostrani clericali e soprattutto molti improvvisati parroci. Cresciuti nel rispetto rigido del diritto canonico, fieri e baldanzosi di titoli accademici conseguiti e di cui si fanno vanto dai microfoni delle chiese, costoro, nel loro ministero , sono diventati indifferenti e apatici al bene concreto delle persone,esigendo solo rispetto di regole e consuetudini. In quanto monsignori e presbiteri loro credono di essere al di sopra degli altri fedeli e ora questo Papa li invita a togliersi gli abiti liturgici, a scendere dal pulpito, chiudere le sacrestie e le porte delle canoniche, cercare gli ultimi , mettersi il grembiule del servizio e con Gesù e come Gesù essere gli annunciatori del Regno, costruendo la civiltà dell’amore in una Chiesa in. . . Uscita.

Anche i cattolici fondamentalisti, nostalgicamente attaccati a riti e costumi del passato, considerano il Papa come un un traditore che sta rovinando la Tradizione della Chiesa. Soprattutto poi i laici impegnati nel rinnovamento nei vari movimenti della Chiesa notano che Bergoglio non fa abbastanza per cambiare norme e legislazioni non più consone ai segni dei tempi e non pontifica in merito a nuove situazioni in una società in evoluzione. E allora?

Allora sono entusiasti di lui i Poveri, gli Oppressi, i Diseredati, gli Invisibili, gli Affamati e Assetati di giustizia e misericordia. Lo acclamano tutti quelli, cardinali, vescovi, preti e laici, che, dal Concilio Ecumenico Vaticano II in poi, si sono sentiti emarginati a causa della loro Fedeltà alla Parola del Vangelo ed erano guardati con sospetto e perseguitati per questa loro mania del fare strada ai poveri senza farsi strada, dando priorità alle Sacre Scritture a discapito delle vessillifere e bigotte manifestazioni mediatiche.

Quello che tanti di noi, nella Fede, avevano sperato, immaginato, sofferto e sognato ora con Francesco è divenuto realtà. Il Successore di San Pietro, Papa Francesco, Vescovo di Roma, ha fatto riscoprire al mondo il Profumo del Vangelo.

Grazie Santità! W la Chiesa e W Papa Francesco!. . . Doppiamente Alleluia e Auguri . . . “Ad multos annos”!!!

Corigliano Rossano, 15.12.2019 ( Franco Palmisano )