Pur non avendo alcuna competenza medico-scientifica, stamattina ho scritto un breve articolo per il Blog cittadino afferente l’importanza dei test sierologici, invocata anche dai medici di famiglia. S’apprende, adesso, che l’Azienda sanitaria provinciale ne ha acquistato 300, dei quali già 60 sono stati effettuati nei confronti di altrettanti operatori sanitari del 118 di Cosenza, risultati tutti negativi.

L’Asp di Cosenza ha dato infatti mandato al responsabile del 118, Riccardo Borselli, di avviare uno screening tra il personale 118 più esposto al rischio contagio da coronavirus attraverso l’utilizzo dei test sierologici (test-rapido). A differenza degli ormai noti “tamponi”, esame di laboratorio che serve per individuare la presenza del coronavirus all’interno delle mucose respiratorie, che però sono più difficili da “processare” e con tempi molto più lunghi, i test sierologici sono rapidi, di facile esecuzione – una puntura sul dito, tre gocce di sangue e 8 minuti di attesa – e individuano tutte quelle persone che sono entrate in contatto con il virus. Mentre i primi forniscono un’istantanea sull’infezione, i secondi “raccontano” la storia della malattia. Attraverso questi strumenti è possibile andare ad individuare gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus.
I kit monouso, composti di pungidito e cassettina reagente, saranno distribuiti da domani anche nei presidi ospedalieri Spoke di Corigliano-Rossano e Paola-Cetraro e in tutti quelli ove sono presenti tende pre-triage.
Fabio Pistoia