La serrata dovuta all’emergenza lascia senza ossigeno qualsiasi attività commerciale. Ma gli affitti restano da pagare perché i patti fra conduttore e locatore parlano chiaro e non ammettono deroghe! Per questo il Codacons interviene, chiedendo al Governo di salvare molteplici attività dal fallimento. Come? Con un taglio degli affitti commerciali del 50%, in modo da sgravare il conduttore.

Siamo ben consapevoli delle difficoltà enormi di questo momento: noi commercianti siamo stati chiamati, da questa emergenza sanitaria e dal Governo, a compiere enormi sacrifici.
Per questo motivo tutti noi commercianti del Comitato di Via Nazionale, accogliendo le proposte di Federconsumatori, Codacons e Confcommercio, abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta per sensibilizzare la popolazione e invitare i nostri proprietari dei locali commerciali a dimezzare l’importo del canone di locazione del 50% laddove l’intera sospensione del versamento del canone comprendiamo non sia possibile neanche per loro.
Si tratta, ovviamente, di una richiesta, ma crediamo sia necessario, comunque, dare un segnale per le enormi difficoltà che stiamo vivendo.

Spettabili locatori, con riferimento al contratto di locazione immobiliare ad uso commerciale tra noi stipulato, si evidenzia che, come noto, in forza della decretazione d’urgenza -emanata per contrastare e contenere il diffondersi dell’emergenza epidemiologica di rilevanza internazionale da COVID-19 (v. in particolare DL n. 6/2020, convertito in Legge n. 13/2020 e dei relativi DPCM attuativi) –le nostre attività sono state sospese, ragione per cui non è stato possibile svolgere nei locali del citato contratto l’ordinaria attività.
A causa del verificarsi di tali gravi ed eccezionali eventi, che hanno imposto improvvisamente la chiusura, con conseguente inutilizzabilità dei locali in questione, ci troviamo, nostro malgrado, nell’impossibilità di adempiere al pagamento del canone di locazione per le mensilità di Aprile e Maggio.
L’oggettiva impossibilità di svolgere l’ordinaria attività nei locali citati, ha comportato e sta comportando la sopravvenuta eccessiva onerosità del canone di locazione contrattuale, non consentendo, allo stato attuale, di realizzare lo scopo perseguito dal contratto, vale a dire l’utilizzo dei beni locati per svolgere l’attività d’impresa. E’ indubbio, infatti, che l’impossibilità di aprire i locali al pubblico ha comportato un sopravvenuto squilibro tra le prestazioni originariamente pattuite che richiede un intervento negoziale che consenta di riportarle ad equità.
In forza di quanto sopra esposto, non essendo possibile al momento prevedere fino a quando perdurerà questa situazione, riservata ogni tutela di legge, per tutte le ragioni sopra esposte si chiede di poter pagare solo il 50% del canone di locazione, per le mensilità di Aprile e Maggio, al momento, o finché non sarà possibile per legge riprendere l’attività ordinaria e, in ogni caso, la rinegoziazione delle condizioni contrattuali per riequilibrarle equamente.

I Commercianti del Comitato di Via Nazionale.