Il particolare momento, quello cioè di essere nel pieno di una catastrofe imprevista, imporrebbe quantomeno una buona dose di buonsenso oltre che il rispetto della verità. Così non è nel caso del comunicato a firma di 4 consiglieri di minoranza circa il conferimento di un incarico dirigenziale ai sensi dell’art. 110 del TUEL (che consigliamo vivamente ai 4 firmatari di rileggere) in uno con l’invito a documentarsi prima di scrivere senza farsi assalire dalla sindrome di Stoccolma e quindi dalla voglia matta di uscire su media ad ogni costo. Anche raccontando sciocchezze.

Anzi l’occasione è propizia per rivolgere loro, come a tutti i consiglieri di minoranza e maggioranza, l’invito pressante all’unità ed alla concordia.
E veniamo ai fatti. Partiamo dal bando della Giunta Mascaro per conferire un incarico dirigenziale per l’area amministrativa ex art. 110 della legge 267/2000. Osserviamo preliminarmente tre cose:
– la normativa in materia è chiarissima gli incarichi possono durare fino alla cessazione del mandato del Sindaco che per l’appunto da lì a poco sarebbe cessato con l’aggravante che stava nascendo la Città nuova per la quale l’assetto organizzativo andava totalmente ridisegnato;
nel caso specifico al Comune non serviva un dirigente amministrativo per come più volte facemmo rilevare anche per iscritto;
– anche l’Organo di Revisione dei Conti del Comune di Rossano, prendendo atto del mancato utilizzo ottimale di uno dei dirigenti in forza all’Ente e della sua disponibilità di gestione del settore Affari Istituzionali senza alcun onere aggiuntivo, con nota prot. n. 4061/2018 datata 30.01.2018, invitava l’Amministrazione ad attenersi alla recente dottrina in materia di conferimento di incarichi dirigenziali ed in particolare all’orientamento specifico adottato dalla Corte dei Conti in situazioni analoghe.
Tutto questo facemmo rilevare con invito prima, e diffida a non procedere poi.
Ma così era stato deciso e l’iter proseguì anche in presenza di un fatto nuovo fino alle prove orali allorquando i 4 consiglieri di minoranza, tra cui coloro che scrivono, fecero un esposto alla Procura ed alla Corte dei Conti.
Poi il tutto fu annullato dalla stessa Giunta Mascaro ma la vicenda costò un avviso di garanzia all’intera Giunta, e non solo a loro, ed un procedimento della Corte dei Conti.
Questi i fatti che taluni, pur ricoprendo all’epoca importanti incarichi istituzionali, fingono di non sapere.
E veniamo all’oggi.
Il bando per il conferimento dell’incarico dirigenziale di un settore strategico qual è quello dell’area finanza è stato emanato oltre quattro mesi addietro senza che i nostri obiettassero alcunché stante anche la circostanza che, da allora, questo è ricoperto ad interim dal Segretario Generale..
Al bando, contrariamente a quanto ritengono gli attuali 4 consiglieri, non ha partecipato nessun funzionario interno al Comune (per la precisione, l’unico candidato interno ha rinunciato alla selezione) e la designazione è stata preceduta da appositi colloqui con i candidati al fine di verificarne l’idoneità all’incarico per sua natura fiduciario.
Quanto al risparmio facciamo notare come quella politica non del risparmio ma delle clientele che si siamo messi alle spalle abbia nociuto alla città di Rossano in termini di debiti, contenzioso, inefficienza ed assenza di trasparenza. Su questo almeno due dei quattro dovrebbero solo fare un solenne mea culpa.
Noi li inviteremo, appena le circostanze lo consentiranno, ad un pubblico confronto sull’eredità che loro ci hanno lasciato.

Tonino Caracciolo e Titti Scorza, già Consiglieri Comunale all’epoca del misfatto.