La proposta di Fratelli d’Italia al sindaco di Corigliano Rossano. Il coordinatore cittadino: «Pur da posizioni diverse, al servizio della Comunità»

CORIGLIANO ROSSANO • Un’articolata proposta operativa, risultato di una riflessione comune di un gruppo di medici ed operatori sanitari, su iniziativa dei circoli territoriali Corigliano Rossano di Fratelli d’Italia, è stata inviata al sindaco Flavio Stasi, anche nella sua qualità di autorità sanitaria locale.

Si tratta di un “pacchetto” di proposte, riguardanti nuove strutture territoriali, mezzi e personale, secondo le disposizioni di legge in essere e quelle contenute nel nuovo decreto in fase di approvazione da parte del governo, per la “fase due” dell’emergenza che, per il nostro territorio, dovrebbe significare anche l’avvio della “ricostruzione” della Sanità e dei servizi socio assistenziali. «L’obiettivo – dichiara il coordinatore cittadino, Piero Gallina – è assicurare il monitoraggio attraverso test e tamponi che possono essere processati sul territorio da appositi laboratori; struttura adeguata ed in sicurezza per far fronte alle esigenze delle persone affette da Covid; strutture adeguate per l’assistenza territoriale con al centro il ruolo dei medici di base; la garanzia della praticabilità di tutti i servizi che nella fase 1 sono stati sospesi o limitati e al contempo implementarli per rispondere al bisogno crescente di salute della popolazione».

«Manca e va costruita un’Unità speciale assistenziale – prosegue gallina – prevista da una legge dello Stato, ogni 50 mila abitanti, composta da medici di medicina generale, medici di famiglia, infermieri. Tale Unità deve trovare il suo “braccio operativo” nell’Assistenza Domiciliare Integrale (chi assiste le persone in quarantena domiciliare in crescita?) ma anche nell’Infermiere di famiglia: insieme sono la chiave del buon funzionamento del nuovo modello di assistenza territoriale che ben si concilia sia con i bisogni della Comunità locale sia con i servizi sociali».

Nel documento, si propone anche di associare allo Spoke Corigliano Rossano «che deve ritornare alla sua originaria organizzazione in reparti, personale, e funzioni (il riferimento è al decreto 64 del 2016), gli ospedali di Cariati e Trebisacce, per farne uno dei due un “ospedale Covid 19”, e l’altro un “Ospedale di Comunità”, struttura di ricovero breve per pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità».

Nell’ambito dell’Assistenza territoriale un ruolo certamente non secondario tocca ai servizi socio-assistenziali in collaborazione con il Terzo Settore, in particolare quando la sua operatività diventa anche impresa sociale.

«Un percorso, così articolato – secondo il documento di Fratelli d’Italia – va governato da una struttura aziendale autonoma: si tratta di assicurare ad un’area vasta, nella quale al nuovo assetto territoriale seguito alla nascita del nuovo Comune Corigliano Rossano, si accompagnano i nuovi “bisogni di sanità’, una gestione adeguata, efficiente ed efficace. E ciò può essere assicurato da un’Azienda sanitaria nella sua piena autonomia finanziaria, organizzativa e gestionale».