La Comunità cristiana, che è in Corigliano Rossano, pur sempre confidando nella Provvidenza,tuttavia in momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo con il Covid 19, ricerca spasmodicamente un “salvatore nostrano”, che ponga immediatamente rimedio a tutta la situazione di degrado , alla corruzione latente ma sempre lampante e al dilagare del male nella stessa nostra comunità.

Soprattutto, in questa circostanza, sorgono e ne approfittano vari salvatori della patria, che continuano ad ingannare il popolo, con promesse di definitivo cambiamento delle strutture che reggono la società, con una azione moralizzatrice e trasparente , che porti a radicali purificazioni, cancellando di volta in volta tutto quello che è stato fatto prima di loro e per inaugurare una stagione di onestà e giustizia in cui il cittadino sia unico, sovrano e padrone delle sue scelte , salvaguardando sempre secondo il loro dire, il bene comune.

La storia anche locale ci insegna che quando a questi salvatori emergenti abbiamo dato credito, la situazione del popolo anziché migliorare è sempre peggiorata, perché questo liberatore, ripieno di sé, si è rivelato a volte un vero e proprio despota, a servizio del proprio IO e non della comunità.

E’ da insensato negare sia la voracità dei potenti, sia il cinismo delle istituzioni partitiche o sindacali, che, nate per il bene del popolo, si sono trasformate in organizzazioni, in cui conta solo il proprio interesse e diventa buono solo quello che conviene e vero solo ciò che è utile.

La tentazione di noi cristiani sarebbe quella di invocare e di desiderare , in promozione e liberazione umana, l’estirpazione di ogni male dilagante, ma il Vangelo ci insegna che Gesù andava controcorrente e ostacolava lo zelo giustizialista dei suoi, quando invocavano “un fuoco dal Cielo (Lc.9,54)” per distruggere chi ostacolava i loro piani. Gesù nella parabola della zizzania (Mt.13,24-30) chiede di essere pazienti e rimanda la selezione alla mietitura, quando sarà evidente quello che è seme buono che alimenta la vita e quello nocivo che la intossica, senza mai erigersi a giudici delle situazioni , ma collaboratori fattivi nella ricerca del bene dell’uomo,quale valore primario.

Attenzione! Avere la pazienza richiesta del rispetto della crescita delle persone e della società non significa abdicare alle proprie responsabilità di credenti e neanche di cadere nel fatalismo pessimistico di chi sentenzia che il mondo è stato sempre così e mai cambierà, ma essere collaboratori, ogni giorno, della Nuova Creazione di Dio nella Civiltà dell’amore.

L’Evangelista Giovanni nel Prologo del suo Vangelo, afferma che ” la luce splende nelle tenebre (Gv.1,5)”. La luce , immagine di tutto quello che è vita , non è chiamata a sprecare preziose energie per lottare contro le tenebre che producono morte, ma deve solo limitarsi a splendere : quanto più una comunità cristiana amplierà il suo raggio di azione, tanto più le tenebre si restringeranno, perché come Gesù stesso dichiara ” chiunque fa il male odia la luce (G.3,20)”.

Corigliano Rossano 15 maggio 2020 (Franco Palmisano)