Un’unità di terapia intensiva coronarica, o UTIC, è un reparto ospedaliero specializzato nella gestione del paziente affetto da patologia cardiaca acuta (sindrome coronarica acuta, scompenso cardiaco acuto e cronico refrattario, aritmie ipercinetiche e ipocinetiche minacciose) che richieda un costante monitoraggio dei parametri vitali… Copio da Google per evitare di scrivere castronerie. Bene noi a Rossano, Ospedale Giannettasio avevamo questa struttura, lo so per esserci finito varie volte ma non per farmi dei selfie cretini, com’è di moda oggi, al contrario per chiedere a medici bravi e coscienziosi, che non cito per evitare di dimenticarne qualcuno, oltre a Saverio Salituri di riportare il mio cuore al ritmo sinusale.

Tutto ok ogni volta grazie a Dio, eppure l’opera di un grande primario di nome Ugo Striano, portatore di una missione sanitaria aderente al giuramento di Ippocrate sembra in corso di vanificazione.
L’Utic ha chiuso per restauro da sei mesi, mettendoci nei guai, lasciandoci senza un presidio salvavita. Ho preparato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica per chiedere di verificare se non sussistano i presupposti per una interruzione di pubblico servizio. Una vergogna con malati di cuore presi in giro da politicanti sordi che girano con mascherine(meno male) e lanciano vuoti messaggi sul tempo, il sole, il mare, le ciliegie e via cazzeggiando.
Oggi l’Utic è stata degradata a Cardiologia, dunque si ritorna allo scioglimento del trombo per via famacologica(pratica molto in uso nel tardo Medioevo), poi se il tempo è buono, giro gratis in elicottero per Catanzaro dove le cardiochirurgie sono almeno tre. Eppure nelle 4 ore dall’evento ischemico, infarto per i selfisti, il cuore può evitare la necrosi e tornare come prima. Dopo uno stent, per via emodinamica, torna la pervietà-il sangue torna a circolare, sempre per i selfisti- ed il paziente in massimo 5 giorni torna a casa.
Ecco, dunque, la necessità di intervenire e subito per riaprire l’Utic, con annessa emodinamica, un imperativo categorico per il bene dei cittadini che viene osteggiato, non si capiscono le ragioni, anche se qualcuno sussurra a bassa voce di illusi che vorrebbero l’annessione ad altro reparto, sminuendone il valore.
Chiudiamo la polemica sul lenzuolo: il Compagna deve avere le sue specialità, le merita per maestranze e popolazione, il Giannettasio deve mantenere le sue, Utic in primo luogo. Il tutto con una complementarietà preziosa. Basta con i cervelloni elli elli, proiettati in loco, che non conoscono la storia di questo popolo.
Basta selfisti speranzosi che non indicano soluzioni ma muovono la lingua e fanno battere altri sulla tastiera. Il cuore lo hanno pure loro e gli eventi ischemici-infarti- non risparmiano nessuno.