Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio (il popolo)e il denaro (i lilvellari) ( Mt. 6,24).
Dopo lunghi mesi di oscuro silenzio, la questione dei livellari torna alla ribalta. Riteniamo che la questione sia estremamente imbarazzante per il sindaco pro-tempore qualora dovessero effettivamente esserci “gravi posizioni di conflitto in seno alla maggioranza stessa e fra tutte quella del vice Sindaco e di molti Consiglieri Comunali”, come riportava un recente articolo stampa dell’UDC.

Se così fosse, i diretti interessati non dovrebbero assolutamente prendere parte né a discussioni, né a votazioni in merito ai livelli, sempre “nell’ottica della trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa” di cui si riempie spesso la bocca l’amministrazione.

Già, perché con la questione “livellari”, in rapporto a come sarà gestita, il giovane si giocherà tutta la sua credibilità, per suoi elettori s’intende, di “rivoluzionario della normalità”.

Per quanto appunto paventato dall’UDC, noi, i cittadini, siamo fortemente convinti che il “tema” non sia stato affatto affrontato “a sicuro vantaggio della collettività” qualora l’amministrazione, nella risoluzione del problema, si limitasse esclusivamente a perseguire la via dell’affrancazione dei livelli o enfiteusi.

Il patrimonio immobiliare pubblico, riconosciuto quale bene comune e ricchezza per la comunita’, rappresenta una risorsa strategica per il territorio e può costituire uno strumento determinante per il raggiungimento delle finalità istituzionali.

La sua valorizzazione, e non l’alienazione, può potenzialmente tradursi in azioni e iniziative efficaci, finalizzate a favorire processi virtuosi di sviluppo economico, sociale e culturale. Si pensi ai tanti giovani disoccupati o che hanno scelto di non far politica e non hanno uno stipendio, ma hanno la valigia già pronta per andarsene via. Togliere ai ricchi per dare a chi non ha: questa sì ch’è “Rivoluzione”.

E’ noto che non mancano a questa Amministrazione legali di fiducia, per cui ci attendiamo che questa si attivi e dia mandato a qualcuno di essi, magari alla modica cifra di altri 20.000 euri, e si restituiscano i beni ai legittimi proprietari, ovvero alla città ed ai cittadini.

Solo così saremo dissuasi dal dubbio che il sindaco e la sua coalizione, durante la campagna elettorale, non abbiano venduto “ASINI VOLANTI”.

 

Massimo Decimo Meridio