Per mesi, fin dal suo insediamento, in tempi lontni dal Covid, abbiamo chiesto incessantemente al sindaco di lottare per la riapertura dei reparti chiusi del Compagna e del Giannettasio, per il loro rafforzamento, per l’ottenimento di nuove energie professionali e per la loro innovazione tecnologica e per la messa in sicurezza. Pensavamo, ingenuamente, che il ruolo di presidente della conferenza dei sindaci in materia sanitaria della provincia di Cosenza, potesse dargli ancora maggior prestigio e, quindi, capacità contrattuale.

Nulla di tutto ciò!
Durante questi 16 mesi di disastro stasiano, molti reparti “ordinari” tra Corigliano e Rossano sono stati chiusi, indeboliti, sguarniti. A ciò ha contribuito soprattutto la costituzione del reparto Covid, preteso fortemente (caso unico di sindaco!!!) da Stasi, e “ottenuto in regalo” da Cosenza, una volta constatata la notevole ingenuità del primo cittadino di Corigliano-Rossano.
Oggi, l’Ospedale di Rossano è un tripudio di promiscuità, di rischi per cittadini e operatori, di astensione dalle cure dei malati. Un paesaggio deserto, tetro ed insicuro. In cui lavora gente da ringraziare ad ogni passo. E mentre Stasi gioca ai soldatini con la sua maggioranza, quel che resta dell’Ospedale di Corigliano crolla. Lo dice il primario del Pronto Soccorso, costretto a chiudere per carenze di personale e strutturale.
Un sindaco senza spina dorsale politica, appecoronato davanti a una come la Bettellini, capace (lei) di andare, in presenza alla riunione della Commissione Sanità del Comune di Cosenza, farsi tour domenicali tra gli Ospedali di san Giovanni in Fiore, Acri e Cariati, ma contestualmente snobbare il consiglio Comunale monotematico della Terza Città della Calabria, voluto dal ragazzo col megafono fulminato. Lo stesso Stasi, titolare del Polo Covid ormai a lui intestato, ha sempre annuito ad ogni imposizione fatta dalla Bettellini, a scapito del Giannettasio e del Compagna senza mai alzare una barricata, mai la voce. Manco un ruggito di coniglio! Prima dieci, poi, venti, poi trenta posti Covid a Rossano mentre a Corigliano chiudiamo, questo, quello e poi quell’altro. Va tutto bene, Madama la Marchesa.
Solo comunicazioni, al nostro primo cittadino, tra l’altro, assente volontario alle rivendicazioni del territorio da Cariati a Trebisacce, dove sindaci e cittadini stanno in piazza per riaprire gli ospedali.
La misura è colma. Se ne vada.