Il piano approvato dal Governo di ripresa, denominato Next Generation Italia, finanziato con fondi Europei per ben 229 miliardi di euro rappresenta il più grande investimento di tutti i tempi e prevede per il settore delle infrastrutture un impegno di spesa di 27,7 miliardi di euro.

Ma di questi 27,7 miliardi di euro solo una piccola ed irrisoria parte è destinata alla Calabria, per la quale è prevista un unico intervento, costituito dalla realizzazione del collegamento ferroviario Salerno/ Reggio Calabria ad velocità, e per un tratto ad alta capacità, per un costo di un miliardo di euro, di cui 500 milioni di eruro interessante la Calabria, tra l’altro sul versante tirrenico. La restante somma di 26,7 miliardi di euro sono destinati per la realizzazione di infrastrutture in favore delle altre regioni, gran parte delle quali hanno già una migliore rete infrastrutturale rispetto a quella calabrese.

Tra l’altro si tratterebbe di un investimento di velocizzazione dell’attuale linea ferroviaria tirrenica da Salerno a Reggio Calabria, sul quale tratto calabrese sono stati avviati interventi già da molti anni, quindi l’investimento si sostanzierebbe in un’ottimizzazione dei lavori in corso, già finanziati dal 2010.

L’attuale tracciato consente un ammodernamento della rete fino a 250 Km/h, percorsa da tutti i tipi di treno, mentre occorrerebbe la realizzazione di una nuova linea dedicata ad alta velocità da 300 km/h come nel resto del Paese, che ridurrebbe i tempi di percorrenza tra Reggio Calabria e Salerno, collegando meglio la Calabria col resto dell’Italia.

L’assenza, nel piano di ripresa, di più adeguati investimenti infrastrutturali per la Calabria, la totale mancanza di previsione per interventi sul versante Jonico, alcun investimento sulla SS 106, se non opere di ammodernamento (terzo Megalotto) già finanziate, mentre la SS 106 necessiterebbe di ben altro intervento.

I fondi Europei costituiscono la più grande occasione di rilancio del nostro Paese, e in futuro è verosimile ritenere che non vi sarà una tale quantità di denaro, per cui il gap tra la Calabria e il resto del Paese si stratificherà definitivamente.

Un divario ben noto e spesso evocato quando si parla del Sud, quasi a dover/voler giustificare finanziamenti al Mezzogiorno e alla Calabria in particolare.

Eppure, il Governo aveva stabilito per il Sud la regola del 34% della ripartizione delle risorse in conto capitale, ma già solo a prendere in considerazione il 2018, al Sud sono stati sottratti ben 3,5 miliardi di euro di investimenti, secondo la stima dell’istituto Svimez, che ha accertato anche una riduzione della spesa da 10,4 a 10,3 miliardi, mentre nello stesso periodo al Centro-Nord è salita da 22,2 a 24,3 miliardi.

La ripartizione delle risorse continua, in sostanza, ad essere effettuata sulla spesa storica, che penalizza il Sud, tanto che gli investimenti infrastrutturali al Sud, che negli anni ‘70 erano circa la metà di quelli complessivi, più recentemente si sono ridotti ad un sesto di quelli nazionali, aumentando il divario tra Nord e Sud. Anche i giudici della Corte dei Conti lo hanno ribadito per l’ennesima volta nel “Rapporto 2020 sul coordinamento della finanza pubblica”: «Non è ancora stabilito il percorso di superamento del criterio della spesa storica».

Secondo studi del Consiglio nazionale degli ingegneri attualmente il 24% delle linee ferroviarie del Sud è a doppio binario a fronte del 60% delle linee del Centro-Nord. Il 49% delle linee ferroviarie del Mezzogiorno è elettrificato a fronte dell’80% di quelle del Centro-Nord. Tra il 2004 e il 2014 la rete autostradale è aumentata, in termini di km, del 7% al Nord e del 3% al Sud.

Gli investimenti per lo sviluppo del Mezzogiorno rischiano di non allontanarsi troppo da quel 0,15% che grida giustizia, ma è all’Italia intera che servirebbe correggere questa gap per ripartire concretamente e insieme Nord e Sud.

Oggi ci sarebbero tutte le condizioni per realizzare nel Sud e in Calabria, che quanto alle infrastrutture è la cenerentola d’Italia, alcune opere fondamentali, tra cui emergono innanzitutto l’asse stradale 106 Jonica e una linea ferroviaria ad alta velocità, ridando al Sud e alla Calabria quello che è stato sottratto negli ultimi 20 anni.

Il Sud, e in particolare la Calabria, non possono perdere la straordinaria occasione di vedersi destinatari, nell’ambito del piano di ripresa Next Generation Italia, di un’adeguata quota della grande quantità di fondi Europei, dando tra l’altro seguito agli impegni assunti verso il Sud, anche formalmente in sede parlamentare con la presentazione di <risoluzioni> , sul pur tanto decantato riconoscimento dell’esistenza del gap con la restante parte del Paese, evocando le opportunità offerte dal nuovo programma di finanziamento dell’Unione europea, dedicato alla trasformazione digitale per il periodo 2021-2027, e affiancando inoltre gli strumenti previsti dal Recovery plan.

Chiediamo al Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e al Ministro per il l Mezzogiorno Giuseppe Provenzano di dare seguito agli impegni assunti circa una maggiore destinazione di investimenti per la Calabria, garantendo che nel piano di ripresa Next Generation Italia sia destinato al Sud e alla stessa Calabria il 34% della ripartizione dei fondi Europei e ordinari, se effettivamente si intendano perseguire politiche di coesione territoriale del Paese.

PD Area Rossano