I cittadini non capiscono più cosa sta succedendo visto che siamo arrivati ad un alto livello di confusione numerica e di confusione amministrativa. Chiudiamo, apriamo, ma su quali numeri? Tutto il gruppo Corigliano-Rossano in Azione segue da mesi con molta attenzione lo sviluppo del tracciamento dei casi positivi, con la relativa registrazione dei dati, e ancora una volta dobbiamo constatare che i “conti non tornano”.

La domanda che tutti ci stiamo ponendo è: “Siamo o non siamo in zona Rossa?”
Dipende da chi ascoltiamo, ognuno racconta una storia differente.
Il Governo dice che ogni volta che un Comune supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti entra automaticamente in zona rossa e deve applicare tutte le misure legate al protocollo di riferimento, lock down totale. La Città di Corigliano-Rossano ha circa 76.000 abitanti quindi, facendo una semplicissima proporzione matematica, nel momento in cui raggiunge i 190 casi positivi settimanali dobbiamo dichiarare automaticamente zona rossa e chiudere tutto.
Ma noi quanti numeri abbiamo?
Partiamo dal dato che dovrebbe essere quello “ufficiale”, l’Asp di Cosenza. Sul sito internet dell’Asp Cosenza contiamo 161 casi positivi, nella Città Corigliano-Rossano, nell’ultima settimana, quindi secondo l’Asp siamo abbondantemente fuori dalla zona rossa e siamo all’interno di una normale zona arancione. Secondo questo dato, insomma, la situazione è da tenere sotto controllo ma non è drammatica.
Passiamo ora all’ordinanza comunale del nostro primo cittadino, Flavio Stasi, nella quale si legge che secondo un calcolo comunicato dall’Asp, basato su parametri non allineati alla logica ministeriale, i casi positivi sarebbero 232 nella nostra Città, quindi abbondantemente sopra il limite fissato dal Governo (190 casi per la Città di Corigliano-Rossano) e in piena zona rossa. La domanda sorge spontanea: “Perché il Sindaco non dichiara Zona Rossa?”.
Continuiamo con il dato pubblicato su facebook ieri sera dal Dott. Martino Rizzo, da poco nominato direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, il quale afferma che i casi positivi a Corigliano-Rossano sarebbero 198 in questa settimana, ponendo per poco la nostra Città all’interno della famosa zona rossa, ancora non ufficializzata da nessuno.
In tutto questo ragionamento confuso ci sono i cittadini disperati, alcuni dei quali titolari di attività commerciali, che non sopportano più questo limbo di chiusura parziale, nel quale rischiano la chiusura. Se fossimo in Zona Rossa i cittadini, gli imprenditori e le famiglie avrebbero il diritto di ricevere i ristori, mentre in normale zona arancione potrebbero lavorare “normalmente”.
Come Gruppo Consiliare pretendiamo dal Sindaco maggiore chiarezza.

Francesco Madeo
Corigliano-Rossano in Azione