1-Mi associo al raccapriccio per la notizia del brutale ma assai ricorrente rituale delinquenziale di bruciare qualcosa che appartiene ad una vittima designata: in questo caso il Collega Osvaldo Romanelli. 

A lui dirigo, in segno di solidarietà, la mia assoluta indignazione e quella dei tanti cittadini che conosco e che vivono in questa Città purtroppo sottostimata nelle sue legittime aspirazioni, dai suoi stessi Amministratori.

2-Infatti è incredibile che si sopporti con indifferenza questo (come altri) gravissimi e ricorrenti fatti (anche di sangue) di stampo mafioso, senza adeguate risposte e analisi e senza contare che ciò avviene nel territorio del II° Collegio Senatoriale e nel V° Collegio Camerale della Regione.

3-Non dimenticheremo, inoltre, che un cricca di manigoldi vestiti da politici, in un triste giorno d’agosto, quando solitamente sono in servizio solo i ladri d’appartamento, ha tolto il Tribunale a questo stesso territorio consegnandolo di fatto alla mafia e alla disperazione degli “utenti”, per accorparlo in un altrove ridossato autostradale di cui nessuno sente mai parlare, come piace alla mafia.

4-Tuttora quel Presidio non torna indietro per la resistenza tenace di una specie di ex sodali tipo quelli descritti e individuati dal dr. Palamara nel suo ormai famoso “Codice” anche se non c’è giornale o talk che ne voglia parlare fino in fondo.

5-Qui, comunque, da buoni mafiosi, tutti tacciono e c’è solo “ù virùs” che imperversa sulle rovine della sanità calabrese così come sui muri di cinta del nuovo Ospedale … la cui costruzione, ad Insiti, fu varata nell’anno 2006 come ultimo atto testamentario di un’Azienda Sanitaria maggiore e più vasta di tutte le altre e, a dire di molti, anche la più efficiente della Provincia di Cosenza.

6-Cosa aspetta, ci chiediamo, il Presidente dell’Assemblea dei Comuni della Provincia che è anche il nostro Sindaco a convocarsi d’urgenza con un adeguato ODG?

Amerigo Minnicelli