Sanità calabrese? Esiste sulla carta (senza offesa per medici e personale che si impegnano, ma con pochi mezzi). Economia calabrese? Ultimo posto in Italia e terzultimo in Europa! Vaccini? I calabresi non hanno gli stessi diritti degli altri italiani, devono ancora aspettare. L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo, sono cose note da tempo. 

Ora una domanda a tutti noi. Ma per quanto ancora vogliamo continuare a restare nelle ultime file, dimenticati da Roma e da tutti ? Perché la storia del coronavirus ha ampiamente dimostrato che quando le cose si mettono male in Calabria si rischia di morire e gli ospedali non sono minimamente in grado di affrontare numeri né da pandemia, né da altre patologie se si diffondono con una certa ampiezza.
Fino ad ora ci siamo accontentati delle ex briciole( che arrivavano col contagocce fino agli anni novanta) , e nonostante con la repubblica abbiamo mandato i figli a scuola, per sistemarli sempre la valigia abbiamo dovuto fornirgli. Siamo stati abituati a stare sotto i baroni, sotto i potenti, per sopravvivere mangiando limone e aceto per tutta la vita. Oggi gli eredi dei baroni che sono quelli che riescono ad entrare nelle anticamere del potere romano, li hanno chiamati massoni e mafiosi. Anche dopo l’unità d’Italia siamo stati prima calpestati e umiliati nel Risorgimento, con l’assassinio di migliaia di contadini per far passare Garibaldi e i piemontesi. Oggi le nostre classi dirigenti sono allo sbando totale, e si sono lasciate corrompere da delinquenti che prima sorvegliavano i campi dei baroni con la lupara.
 Si tratta di capire che il mondo è cambiato. La monarchia è finita, ognuno di noi se paga le tasse ha diritti che può e deve reclamare. E finiamola di farci le guerre tra paesi limitrofi o tra città della stessa provincia. Alcuni giovani che hanno studiato, iscrivendosi alla massoneria, pensano di trovare un lavoro, di avere il progetto approvato dal comune. Ma si devono ricordare che dietro a quell’ossequio che fanno ai colletti grigi incappucciati ( che pretendono perlomeno il voto quando è ora) ci sono i soldi della droga, e i morti che ne conseguono e ci sono intere generazioni di padri e madri che sono emigrati. Per avere un posto letto, ed oggi anche il vaccino ci si deve raccomandare, come pure per aver un documento in un ufficio pubblico.

 Se continuiamo a rivolgerci ad un amico per avere ciò che ci spetta saremo sempre sottomessi. Ma se invece cominciamo a reclamare esattamente ciò che ci spetta, ovunque, senza dover ricambiare il favore con un voto. Il bivio che i nostri figli hanno davanti è molto difficile. Ma è per loro che dobbiamo provare a cambiare atteggiamento nella vita di tutti i giorni. Avere i nostri diritti e rifiutare le scappatoie. E tenere il voto libero da qualunque condizionamento, cercando solo il bene della propria terra. La nostra famiglia non può che ricevere bene da questa scelta di libertà. Chi ha scelto di non sottomettersi finora ha preso la valigia ed è andato via in cerca d fortuna. Ma adesso chi invece è rimasto oppure le briciole riceve più per i figli. E a che serve andare a chiedere di farci passare per inabile per avere una pensione o un’assicurazione. Questo è un gesto che permette di sopravvivere da servo, ma non permette a nessun figlio di realizzarsi, perché lavoro non ce n’è. Il lavoro si crea se ognuno fa il proprio dovere e se i soldi vanno dove la legge stabilisce e non nelle tasche di pochi furbi.
L’ignoranza di quelli che oggi sono al potere nella regione Calabria, che non sanno neppure compilare una lista di persone da vaccinare deve farci capire che il futuro cambia se oggi ognuno di noi si comporta da cittadino che chiede i propri diritti a chi ha il compito di soddisfarli. Ma lasciare il nostro futuro nelle mani di una accozzaglia di ignoranti e incapaci come tutti i dirigenti politici e non stanno dimostrando di essere dobbiamo comprendere che non mette al riparo il futuro dei nostri figli. Se rifiutiamo di chiedere il piacere e cominciamo aa chiedere il nostro diritto, prima o poi le cose cambieranno, ma dobbiamo convincerci che questo va fatto per i l bene dei nostri figli.

FABIO MENIN