Il coordinatore provinciale di “Cambiamo”, Giovanni Antoniotti interviene dopo l’incontro dei parlamentari calabresi con il Ministro​ Speranza.

Probabilmente anche costretti da principi di contestazioni da parte di cittadini, i parlamentari di maggioranza calabresi hanno incontrato il Ministro Speranza per rivendicare soluzioni urgenti riguardo la scassata Sanità della nostra Regione.
L’emergenza Covid in Calabria e soprattutto nella provincia di Cosenza è sempre più drammatica, c’è chi perde la vita e in alcuni casi si sarebbe potuto evitare se il sistema sanitario non fosse in profonda crisi.
Dall’incontro con il Ministro si apprende che non è emersa una soluzione concreta per assicurare ai calabresi il sacrosanto diritto alla salute.
Arrivano solo promesse, lo sblocco di 60 milioni di euro previsti dal Decreto Calabria per il 2021, ma neanche l’ombra di uno straordinario piano per le assunzioni e neanche nessuna garanzia sulla riapertura degli ospedali ad oggi chiusi. C’è chi fra i rappresentanti politici locali in parlamento si proclama soddisfatto delle promesse del Ministro, ma in fondo sembra più una tutela verso ​gli equilibri politici di partito e della maggioranza governativa a discapito del bene della terra calabra.
Il tutto diventa insopportabile se si unisce all’immobilismo di tanti anni di sconclusionato e ancor più dannoso commissariamento portato avanti anche dallo stesso attuale Ministro che ci ha imposto ripetuti avvicendamenti di commissari che nulla avevano ed hanno a che fare con esperienze e competenze sulla Sanità, si continua a non affrontare, azzerando o quanto meno diminuendo, il grande debito sanitario che i cittadini a, loro discapito, si ritrovano sul groppone e inoltre, diciamocelo pure, c’è forse una sanità privata da tutelare e poi, può darsi per paura, si preferisce non scardinare interessi massonici e della criminitalità organizzata che si sono creati attorno alla sanità negli anni.
Perlomeno si sfrutti nel migliore dei modi il Recovery Plan approdato nel Consiglio dei Ministri, facendo giungere dalla Calabria proposte valide in aiuto alla nostra stremata Sanità.
Non c’è più tempo per tergiversare, per i silenzi, per la diplomazia, per le paure di toccare e forse “morire”, oggi la pandemia ha messo in evidenza la nostra tragica situazione sanitaria, allora dico: tocchiamo con coraggio dove c’è da toccare, si intervenga senza timore mettendoci dalla parte dei calabresi perché ora a morire sono loro.