Nel tempo pasquale. noi credenti veneriamo Maria, l’Achiropita, come il fiore più bello donatoci da Dio. La nostra comunità, in Corigliano Rossano, sente un forte desiderio di intonare a Lei inni mariani, che ne descrivono poeticamente non solo la sua bellezza di Madre di Dio e madre nostra, quanto anche la nostra stessa bellezza in Lei.

La Rivelazione insegna che Dio ha creato il mondo non tanto pregno di tanti segni e gesti di bontà, ma anche di tanta contemplazione di bello.

Questa bellezza si ammira anche in tante statue e dipinti di Madonne che si venerano in tante famiglie e in tante chiese della nostra comunità e che riflettono lo splendore del creato, che va custodito e salvaguardato.

Proprio partendo dalla bellezza di tanti immagini mariane , si può tornare alla realtà più dura del nostro mondo, senza però sentirsene condizionati. Dopo 2.000 anni di storia cristiana i credenti continuano a seguire Lei, la Madre, che indica il cammino sicuro, la porta da aprire e la guida attenta dei nostri passi all’incontro col Risorto della Storia.

Si resta sempre stupefatti, l’ incrociare in ogni santuario mariano i volti estasiati e oranti di tanti pellegrini che sono presenti con le loro storie di vita, con le loro lacrime, con la gratitudine beatificante di favori e grazie ricevute.

La nostra comunità, colpita dalla pandemia, pur intravedendo la luce, si trova ancora nel tunnel delle tenebre. La preghiera dei credenti, in questo mese mariano, ha pienamente senso se si guarda con attenzione al Volto dell’Achiropita, non per magnificare la sua bellezza ( non scolpita da mano d’uomo!), ma per intravedere l’amore genuino per noi nei suoi occhi.

Una volta si era convinti che la bellezza potesse salvare il mondo, ma, in questo frangente storico, alla bellezza bisogna associare la ” tenerezza”, perché l’umanità tutta ha oggi bisogno della terapia di un abbraccio.

Scienziati e politologi da più di 500 anni insistono a guidare il mondo con la forza del pensiero, chiaro e distinto, ma ci si sta accorgendo che il cervello non è più sufficiente e bisogna associarlo al calore di ” una carezza”.

Chi abbraccia dà tutto: dà stima, dà sicurezza, , dà forza. L’abbraccio è il sapore umano della vita! Non è una esagerazione: la tenerezza ci salverà.

 Il credente guarda e prega Maria non solo perché ” Tutta bella sei tu, Maria” , ma per invocare il suo aiuto e la sua protezione perché lui, per le vie del suo quartiere, possa scoprire di essere ” un inviato vivificante ” della Carezza di Dio nella Civiltà dell’amore.

Corigliano Rossano 19, maggio, 2021 ( Franco Palmisano).