di Franco Palmisano
Noi credenti della Comunità Rossanese seguiamo con attenzione i discorsi, a braccio , di Papa Francesco quando, con insistenza,, invita la Chiesa ad essere “segno di accoglienza “e che l’annuncio del Vangelo sia sempre “liberante e mai opprimente”.

Gesù stesso, con profonda ironia, chiedeva ai pii farisei, ai sommi sacerdoti e agli scribi , tutti esperti di sacre Scritture: << Non avete mai letto... ( Mt.12,3;21,6)? >> oppure, <>. Loro leggevano e non capivano, avevano occhi e non vedevano ( Mc.8,18), perché la Sacra Scrittura si comprende solo se letta con lo spirito di chi l’ha ispirata: l’Amore incondizionato del Creatore per le sue creature.

Se la Buona Notizia viene confinata nella dottrina e nella catechesi omiletica, tutto va bene, ma quando il Vangelo diventa vita e prende forma concreta nell’esistenza degli stessi credenti, sorgono quei tenaci difensori della Fede, i quali si allarmano, si microfonizzano e si appellano a leggi e disposizioni contenuti nel diritto canonico, che andrebbe solo accettato nella sua utilità di scheletro per il corpo della Chiesa.

Purtroppo c’è ancora una nostrana presbiterale gerarchia ecclesiastica, sorda al monito di Gesù : << Tra voi non sia così ( Mt.20,26)>>. Essa costruisce una struttura, non di servizio, ma di potere sempre a garanzia di sé stessa, rigida nel difendere i propri privilegi, ma esitante nell’accogliere forme nuove di vivere il Vangelo, perché sospettosa verso tutto quello che in qualche maniera può mettere in discussione la dottrina o la stessa tradizione, ostile a qualsiasi cambiamento.

Questa casta si mummifica, mediaticamente, nei suoi ripetitivi riti e, anacronistica nei suoi tanti sontuosi quanto ridicoli paludamenti , non sa più rispondere alle necessità dell’oggi,e, dopo l’immane tragedia del Covid, ripropone vecchie formule ripetitive ai nuovi bisogni emergenti.

<< Dio è Amore ( 1 Gv.4,8) e l'amore può essere trasmesso solo mediante opere nuove e concrete che arricchiscono, oggi, la vita dell'uomo ed è l'unico distintivo che rende riconoscibili i seguaci di Gesù. << Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri ( Gv. 13,35)>>.

<< Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso (Lc.6,36)>>. Quando noi credenti non siamo capaci di offrire uno sguardo di condivisione, di misericordia, di perdono, in ogni ambiente, ma solo l’intransigenza della dottrina, significa che noi ,” Sale della terra”, abbiamo perso il sapore e << a null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente ( Mt.5,13) >>.

Corigliano Rossano 15.09.2021 ( Franco Palmisano )