È andata come pensavamo: alle elezioni del 3 e 4 ottobre quello degli astenuti, in Calabria, è stato il primo partito. Infatti, ha votato appena il 44 per cento degli elettori. Non è una novità. Era già accaduto nel 2020, quando ci fu lo stesso livello di partecipazione.

È un dato preoccupante, perché ci parla, ancora una volta, di una classe politica che non si regge sul voto libero e d’opinione, ma su una gestione clientelare del potere e del denaro pubblico, che producendo abbondanti benefici solo per una parte di votanti interessati,
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