di Aldo Lucisano
Se anche il premier inglese Boris Johnson avverte : “L’orologio dell’apocalisse segna un minuto a mezzanotte. Agire ora” e il principe Carlo parla di “Emergenza peggiore del Covid”, vuol dire che siamo al capolinea, se poi gli stessi viaggiano con aerei privati super inquinanti anche per coprire 50 km , che importa.

Eh già, l’ impareggiabile Sapiens “gioca” con i suoi stessi demoni e, dunque ,come se fosse un innocente spettatore del disastro ambientale che incombe, cosa va ad ideare ? L’orologio dell’apocalisse! L’ iniziativa del 1947 di alcuni scienziati dell’Università di Chicago è diventato un indicatore, universalmente riconosciuto, della vulnerabilità del mondo, legato non più solo alla guerra nucleare, ma pure alla devastazione della biosfera, degli habitat naturali e dei cambiamenti climatici.
Quello dell’apocalisse è un orologio metaforico che misura il pericolo di un’ipotetica fine del mondo; segna ogni anno un’ora diversa: più si avvicina a mezzanotte più l’apocalisse è vicina; ci restano in sostanza sei anni e sette mesi. Per addolcire la pillola, l’espressione “fine del mondo” viene usata in senso generico atto ad indicare un possibile evento (o una serie di eventi) con conseguenze catastrofiche a livello globale, tali da causare la distruzione della Terra, della biosfera o della specie umana.
Per il 2021 la lancetta rimane, come lo scorso anno, a 100 secondi dalla mezzanotte, grama consolazione ! A gennaio 2020 l’Orologio dell’Apocalisse era passato a 100 secondi da mezzanotte, la distanza minima mai raggiunta . Da oggi al 2030 dovremo cambiare il nostro modo di produrre, viaggiare , mangiare, riducendo le emissioni di CO2 in tutti i settori.
Il pericolo del bla-bla-bla paventato da Greta è comunque sempre dietro l’angolo se Cina e Russia si sono defilati e la stessa India ha posto il traguardo della decarbonizzazione al 2070.
Tre Paesi e più di tre miliardi di abitanti che, soprattutto in Cina e India, sono in vertiginosa rimonta sull’Occidente industrializzato e, proprio mentre ci stanno per raggiungere, li si invita a darci dentro per inquinare un po’ di meno ma hanno ripetuto no grazie. Anzi, da Cina e Russia non è nemmeno arrivato il grazie, soltanto il no.Ma dal cop26 arrivano anche buone notizie :
114 nazioni hanno firmato un accordo per fermare nei prossimi dieci anni, e dove possibile,
la deforestazione L’ottima notizia è che hanno sottoscritto il patto anche Paesi come il Brasile,
nel mirino degli attivisti per la devastazione dell’Amazzonia, la Russia che considera gli immensi boschi siberiani un mangia-CO2 da giocare sui tavoli internazionali-
Ma salvare gli alberi avrà un costo e per farlo bisogna accelerare sul fronte delle tecnologie,
come per il Covid il senso di urgenza nato dalla pandemia ha portato a un
vaccino in 18 mesi, sul clima deve accadere qualcosa di simile.

Al momento non possiamo fare affidamento soltanto sulle fonti di energia rinnovabile; vi
sono settori in cui la tecnologia necessaria non è ancora matura. Non sappiamo esattamente come saranno le nostre economie fra 30 anni e come il cambiamento. La vera novità è forse la “consapevolezza” dei potenti del mondo ma anche nostra e delle nuove generazioni che navigando da mane a sera forse non si rendono conto che otto email emettono tanta anidride carbonica quanto quella prodotta da un’auto che percorre 1 km.
La transizione verso un mondo a zero emissioni di carbonio è il solo modo per
assicurare un futuro migliore all’intera umanità. il momento di agire è ora, come ha detto Antoine de Saint-Exupéry, «. Non è mai troppo tardi per fare qualcosa».