È davvero curioso come il Sindaco riesca a trovare il tempo per replicare personalmente, una ad una, alle sollecitazioni delle opposizioni (ormai tante e di ogni colore). Non ha tempo per fare nulla,

neanche presenziare ai Consigli comunali, eppure riesce a mantenere alto l’iperattivismo social, che lo contraddistingue, e rispondere personalmente alle opposizioni tutte: praticamente abbiamo eletto un profilo Facebook, non un Sindaco.

Ovviamente, a stare sui social si finisce, poi, col fare solo quello. Infatti, per giustificare la completa confusione ed inadeguatezza della sua nuova compagine politica, rispolvera un vecchio strumento, tipico di chi è impermeabile ad assumersi le proprie responsabilità e soprattutto allergico a qualsivoglia forma di dissenso: lo scarica barile. Per farla breve, secondo il puro e vergine Flavio Stasi, se in Città le cose non vanno, la colpa è delle opposizioni: caso del tutto eccezionale che solo il populismo stasiano poteva proporre. Praticamente, lui si considera un turista, un passante, con la fascia tricolore declassata ad accessorio d’abbigliamento. Troppo facile così.
Il Sindaco ha le sue responsabilità ed è giunto il momento che se le assuma. La retorica dei “colori politici”, così come strumentalmente messa in campo, mortifica le istituzioni, persino quella dello stesso Sindaco.

Il polo covid a Rossano, da lui espressamente chiesto (in completa solitudine e senza ascoltare la sua stessa maggioranza) tanto da essere inserito nella delibera asp che lo istituiva, genera non poche preoccupazioni, dirimpettaio di reparti delicatissimi quali l’oncologia e la dialisi. A tal riguardo, è notizia di questi giorni la concreta possibilità che il “Vittorio Cosentino” di Cariati possa riaprire ed essere convertito in covid-hospital: questo potrebbe liberare, finalmente, il Giannettasio dal polo covid e restituire sicurezza ai pazienti tradizionali. Il Sindaco deve fare solo una cosa, il suo ruolo: chiedere ufficialmente e con forza alla governance sanitaria di formalizzare il trasferimento del polo covid cittadino. Se ciò non dovesse essere possibile, chiedere quantomeno la separazione dell’utenza covid da quella no-covid, nello stesso spoke di Corigliano-Rossano, utilizzando gli spazi liberi del presidio “Compagna”.

L’ultima ipotesi è fantasia, vista la profonda ritrosia che il nostro Sindaco ha nei confronti dell’Ospedale Guido Compagna di Corigliano: da lui e dai suoi più fedeli sodali ritenuto “una zavorra” da chiudere o, come sta accadendo, da depotenziare. Checché ne dica sulla stampa e nei suoi sempre scomposti interventi in Consiglio comunale, parlano i fatti: negli ultimi mesi il Compagna ha subito chiusure improvvise del suo pronto soccorso e depauperamenti continui nel completo ed “insolito” silenzio del primo cittadino. Lo stesso silenzio, emblematico, tenuto sulla chiusura del pronto soccorso operata in piena pandemia e senza darne notizia ai cittadini. Vergognoso. Per non parlare della scelta, da noi pubblicamente criticata (pur essendo allora ancora membri di maggioranza), di non ascoltare il Presidente dell’ordine dei medici, quando, nel corso di un Consiglio comunale sulla Sanità, invitava l’intero Consiglio a un “atto di coraggio”, nel rivolgersi alla governance sanitaria e chiedere la separazione dell’utenza Covid da quella no-covid, proprio nei due presidi dell’ospedale spoke cittadino, il “Compagna” di Corigliano ed il “Giannettasio” di Rossano.
A questo si preferì tutt’altro, ossia la promiscuità dei reparti del Giannettasio, non solo da sempre denunciata dalla stessa comunità medica operante nel presidio ma in perfetta contraddizione con quanto previsto dal Ministero della salute. È evidente che per il Sindaco ed i suoi il Compagna deve sparire dai radar, a quale logica risponda tutto questo lo capiremo col tempo. Certo, l’ospedale Compagna rappresenta il simbolo di un Sindaco e di una intera compagine politica che ha deliberatamente scelto di tradire gli elettori dell’area urbana di Corigliano.

Resta comunque l’ipotesi “Vittorio Cosentino”, attraverso il quale l’offerta sanitaria dello ionio verrebbe arricchita da un presidio ospedaliero ad oggi chiuso e il Giannettasio di Rossano potrà finalmente liberarsi di un reparto (certamente necessario, specie nel pieno della crisi pandemica) che, per come è fatto e per il contesto in cui si colloca, rischia di alimentare il contagio e di congelare l’utenza tradizionale, molta della quale formata da pazienti immunodepressi.

Ci auguriamo che il Sindaco, tra un inciucio e l’altro, in questa sua campagna elettorale perenne volta a garantirsi la legislatura ed a cercare l’appoggio di un partito, il PD, uno fra i tanti a cui per anni ha giurato guerra sui palchi e che ora vorrebbe usare come taxi, per un attimo, uno soltanto, pensi sul serio al territorio e dia seguito al nostro appello.

CORIGLIANO-ROSSANO DOMANI