“Quanto vale una vita umana “? Di fronte agli orrori e ai massacri che, quotidianamente, entrano nelle nostre case come ospiti sgraditi con i quali, tuttavia, bisogna convivere ( fortunatamente solo attraverso i media ),

torna prepotente, a ballonzolare nelle nostre menti, la domanda che mai vorremmo sentire e porre. La risposta standard non può che essere :“ non ha prezzo”.
Ahimè anche questa ovvia , univoca asserzione è andata in frantumi, ce la siamo giocata.
Un diverso quanto aberrante approccio, confacente ai mercanti di morte, ne stabilisce il prezzo in base alla razza, età, genere ecc. Ebbene si : anche la vita umana ha un costo in termini di denaro!
Veniamo allora informati, per esempio, che la vita in Italia ha un costo di 4,71 milioni di euro, mentre in Burundi solo 45mila dollari. Niente, praticamente ( e pensare che, uno dei ritratti di Marilyn Monroe di Andy Warhol su tela, è stato aggiudicato per la cifra 195 milioni di dollari).
Ma anche questo merceologico e detestabile parametro che, eticamente, fa rabbrividire, trova una sua misura di fronte all’idea che di una vita umana ne hanno i vari tiranni, autocrati,macellai, psicopatici , sanguinari che hanno funestato la Storia .
Nefandezze e obbrobri inenarrabili , questi rappresentanti del Male ,eternamente rigenerantesi e periodicamente presenti ,risorgono, come araba fenice , dalle loro putride ceneri, in versioni diverse , adattandosi ai tempi, certo, ma accomunati sempre e dovunque dalla loro disumanità, dalla loro sete di vendetta, dalle loro frustrazioni e deliri di onnipotenza.
Ripetono ossessivamente gli stessi errori, gli stessi disastri che finiscono, puntualmente, con distruzione ed autodistruzione. In questo senso la Storia è carta straccia, nulla insegna se non riproporre l’eterna lotta del male contro il bene Ecco allora che la vita umana un valore lo riacquista al pari di un birillo che si oppone a una palla di bowling.
Se pensiamo che gli uomini vissuti in tutta la storia della nostrta specie sono più di 100 miliardi ( così pare ), non possiamo non chiederci quanti di questi nostri fratelli siano morti in modo innaturale.
Quante vite sono state interrotte, (fatto salve altre “delizie” come pestilenze, carestie ,disastri naturali ) volutamente, sadicamente e proditoriamente; spezzate per mille svariati, cervellotici, barbari motivi; guerre, regimi dittatoriali, politiche di integralismo e divisione , guadagno smodato e tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini; pregiudizio o accecamento razzista, odio e cinismo verso i più deboli, indifesi, poveri , disabili, anticonformisti, ribelli ,bizzarri, creativi , visionari; uomini e donne liberi non corrispondenti ai cliché imposti; ecc., perennemente immemori del tremendo ammonimento che chiunque uccide una persona ( dico..una persona ) ,è come se a uccidesse tutta ’umanità e chiunque ne salva una è come se avesse salvato l’umanità intera.
Capricci, sì semplici capricci ( come rubare la marmellata ) di dominio,ancor più odiosi e menzogneri quando vengono ammantati da nobili intenti.
Fratello contro fratello e allora che tipo di bestia è l’uomo  fatto di poco inferiore agli angeli ?
Sembra poi incredibile che si agisca come se fossimo eterni, come se morire non si dovrebbe, come se i vari distruttori , coloro che periodicamente incarnano il Male, fossero dei, ( la sola differenza di quest’ultimi con gli umani era, appunto, l’immortalità, per il resto vizi e difetti a gogò )
Oltre ad essere annebbiati dalla loro malvagità, i “ nostri “, sono anche privi di immaginazione , di conoscenza, di coscienza e consapevolezza.
Se così non fosse comprenderebbero che l’umano ( ma loro, sono umani ? ) è l’unico essere che può immaginare la propria morte, che può pensare la propria esistenza in termini di finitudine, limite dell’essere umano.
Per contro , è questa finitudine che produce il tentativo di coscienza, di conoscenza e di consapevolezza .
Questa consapevolezza, che è la grandezza dell’uomo, dovrebbe impedire, più che incoraggiare, i deliri di onnipotenza ,generare comprensione e solidarietà, ma, del resto…. Forget about it o, meglio, Che te lo dico a fare… Per alcuni “soggetti” è come l’asino che a lavargli la testa sprechi solo tempo e sapone.