MARCATORI IDENTITARI VACCINO PER OICOFOBIA. SABATO 9 APRE ESPOSIZIONE SANTIAGO YDANEZ.

CORIGLIANO – ROSSANO (Cs), giovedì 7 luglio 2022 – È da 25 anni che come Otto Torri sullo Jonio siamo impegnati a diffondere, sempre con ottimismo e sorriso, provocazioni e vaccini contro l’oicofobia; l’oicofobia interpretata come grave e diffusa patologia sociale, culturale e soprattutto delle classi dirigenti di una terra che, quanto meno dall’avvio del regionalismo, continua di fatto ad educare intere generazioni all’emigrazione a prescindere; una terra che continua a raccontare ed a spiegare ai propri figli, in realtà senza alcun reale fondamento, quanto sia necessario e pure bello andarsene altrove, ovunque, per fare qualsiasi cosa, rinunciando in premessa a tutto ciò che rappresenta il proprio oikos, la propria casa appunto, il proprio humus, la propria storia ed identità, la propria genesi. Dall’invenzione pionieristica nel 1998 dell’Euromed Meeting (l’Erasmus al contrario) ai caffè filosofici itineranti nei bar dei territori, dalle Giornate dell’Europa nelle piazze dei nostri comuni alle invasioni pacifiche e festose nei centri storici e nei quartieri abbandonati e degradati delle nostre città, dalle tante campagne regionali di destituzione dell’ovvio sull’educazione alimentare, sull’analfabetismo funzionale, sull’emergenza pedagogica, sulla bellezza del Sud Meridiano e sull’infodemia fino alla individuazione, promozione e comunicazione strategica dei marcatori identitari distintivi (MID) come innovativa chiave di rottura e di lettura per una nuova narrazione esperienziale della Calabria e, quindi, per uno sviluppo eco-sostenibile e durevole del Sud, Otto Torri sullo Jonio ha sempre ambito a rappresentare un antivirus glocale. Cosa che tante volte abbiamo fatto in questo quarto di secolo di eventi, anche attraverso la provocazione artistica, insinuata a calci nelle strade e nelle scuole, nelle istituzioni ed anche nei buchi neri e bassi profili della politica con la p rigorosamente minuscola. Provocazione creativa che continuiamo ad insinuare anche adesso, con lo straordinario evento internazionale battezzato proprio col nome di Oicofobia, pensato e strutturato ancora una volta con i nostri amici dell’Università di Malaga e ancora una volta con un elenco lunghissimo di partner istituzionali, ma soprattutto imprenditoriali che sin dalla nostra costituzione continuano a rappresentare il valore aggiunto più prezioso ed anche la migliore garanzia, in una terra complicata e complessa come la nostra, per la nostra libertà di pensiero e di azione.

È quanto dichiara il Direttore dell’associazione europea Otto Torri sullo Jonio in vista dell’inaugurazione dell’esposizione artistica Santiago Ydáñez nella Calabria Straordinaria in programma per sabato 9 luglio al Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli.

Marcatori Identitari Distintivi, un vaccino contro l’Oicofobia. È, questo, il tema del simposio che alle ore 18,30, aprirà ufficialmente lo straordinario evento promosso ed organizzato, in occasione del 25esimo anniversario (1997-2022) dall’associazione europea.

Sollecitati dal giornalista Massimo Tesio, diranno la loro, il Direttore del sodalizio Lenin Montesanto, l’Amministratore Delegato della Amarelli Srl Fortunato Amarelli, il responsabile in Calabria dell’Ente Nazionale Microcredito Antonello Rispoli, i consiglieri regionali Giuseppe Graziano e Pasqualina Straface, il giornalista e scrittore Paride Leporace, il deputato Elisa Scutellà e Raffaello De Ruggieri, già Sindaco della Città dei Sassi e Presidente della Fondazione Zètema di Matera, tra i partner dell’evento. Al Simposio parteciperanno anche Maria Martinez Jesùs Silvente, vice Rettore dell’Università di Malaga e l’Artista Santiago Ydáñez, protagonista oggi (giovedì 7) della cerimonia dello Sfoglio del Codex (seguono foto)

Cuore dell’evento, nel Concio Amarelli, alle ore 20, sarà inaugurata l’Esposizione artistica, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche sociali Tilde Minasi.

Il momento sarà impreziosito dalla performance teatrale dell’attrice e antropologa catanzarese Emanuela Bianchi che porterà in scena il monologo La Magara, l’ultima strega Cecilia Faragò; tra i probabili Marcatori Identitari Distintivi (MID).

Siamo nel XVIII secolo a Soveria Simeri. Una donna, Cecilia Faragò, viene processata per stregoneria, accusata dell’omicidio di un prelato. Pretesto che serviva, in realtà, a due preti del paese a sottrarle i beni che le erano stati lasciati in eredità dal marito e dal figlio morti prematuramente. Fu un processo importantissimo quello che vide Cecilia difesa dal giovanissimo avvocato catanzarese Giuseppe Raffaelli, divenuto poi celebre. Processo che si concluse con l’assoluzione dell’imputata grazie all’arringa del Raffaelli che portò prove inconfutabili dell’innocenza di Cecilia Faragò. La morte del prelato era stata causata dalla tisi e le prove portate dall’accusa non erano nient’altro che erbe ed ossa che servivano a Cecilia per curare alcune malattie. Cecilia era solo un’erborista, non una strega! che ha combattuto assieme al suo avvocato e che ha vinto contro l’oscurantismo, costringendo l’allora Regno delle Due Sicilie ed a seguire tutti gli altri regni d’Italia ad abolire il reato di stregoneria.