“Cellula Malata”, è il titolo del libro di Aldo Lucisano, sulla famiglia, pubblicato per i tipi della Grafosud. L’autore, insegnante in pensione, già segretario del consiglio pastorale diocesano, per anni impegnato nell’associazionismo cattolico e nel volontariato,

propone una vicenda che sfreccia nitida nell’Italia del dopoguerra e del baby boom, delle case popolari e dei primi frigoriferi, una Nazione anch’essa in cerca di redenzione, per gran parte ancora rurale e povera.
Attraverso le vicende della famiglia Lambrino, paradigma delle tante famiglie meridionali degli anni Cinquanta, scorre un mondo perso per sempre, misconosciuto ai millennials, filtrato, a volte, dallo storytelling dei nonni.
Si scopre, con sgomento che, la “cellula famiglia”, costruita per pacificare il mondo, altro non è che “artefatto”; i legami di sangue altro non sono che convenzioni, fragili dighe, incapaci, nella loro impostura, a fronteggiare cattiveria, inganni, appartenenze strumentali, tanto più dilanianti tra “sangue dello stesso sangue”.
Con linguaggio asciutto e ironico, impregnato di espressioni dialettali atti a conferire sapore e veridicità agli accadimenti, l’autore sembra voler cogliere l’occasione per esternare una “visione “, forse eccessivamente pessimistica, una filosofia un po’ confusa, dettata da una formazione anche spirituale che contrappone temi eterni, come la presenza del male che sempre incide nelle vicende terrene e che solo l’amore può depotenziare e rendere innocuo.