Il rischio che il progetto della Statale 106 esplodi nelle mani del nostro Sindaco è veramente alto se continua a non determinarsi, congiuntamente al Consiglio Comunale, sul tracciato migliore per la nostra Città.

Nel 2019 avevamo proposto un celere tavolo tecnico, perso nelle sterili polemiche di perbenisti interessati, che potesse coinvolgere tutti i capigruppo del Consiglio Comunale e gli enti preposti al fine di concludere la vicenda in 365 giorni. Tavolo tecnico assolutamente ignorato perché come ben sappiamo il nostro Sindaco ama il confronto solo se ne esce vincitore.

Dopo tre anni ancora nessuna determinazione, nonostante l’Uomo solo al Comando, non coinvolga il Consiglio Comunale. Il nostro Sindaco Stasi ritiene che un solo cittadino, cioè Lui, possa determinare “sulla pelle di tutti gli altri” la storia dei prossimi quarant’anni, tra l’altro senza un’agenda politica in grado di accogliere il progetto della Statale 106 ter nella nostra Città.

L’importante e necessaria infrastruttura che rappresenta le speranze di emancipazione della nostra Città ad oggi rischia di esplodere nella mani del Sindaco, non soltanto per la crisi di Governo, visto che manca da un lato una determinazione cittadina e consiliare chiara sul tracciato mentre dall’altro lato la il Nuovo Tracciato è orfano di un'”agenda politica” che possa valorizzarne le potenzialità e ridimensionarne le criticità. Come sempre la mediocrità fa da padrone all’interno dell’Amministrazione Stasi.

La 106 cambierà, se non salterà per la continua mielina dell’Amministrazione Comunale, totalmente la nostra Città, offrendo nuove e differenti opportunità, ma l’Amministrazione Stasi non sembra cogliere il cambiamento soffermandosi solo superficialmente sull’asettico calcolo ingegneristico.

Quale Città vogliamo costruire intorno alla 106? Che importanza avrà il sistema portuale, ittico, turistico e agricolo intorno la 106? Vogliamo veramente ignorare l’impatto economico, sociale, culturale della Statale e dedicarci soltanto al mero tracciato evitando che il Ministero espropri le proprietà “degli amici”?

Queste sono le tematiche da affrontare che devono determinare, senza rallentarla, la fase di progettazione.

Il Governo Draghi è ormai caduto approfittiamo di questo “vuoto” per chiarire la questione.

Francesco Madeo