“Convertitevi , perché il Regno di Dio é vicino ( Mt.4,17)”


Noi credenti possiamo ancora rivendicare le radici cristiane della nostra civiltà? Quella civiltà in cui l’ordine è garantito dall’obbedienza e dalla sottomissione dei familiari al capo famiglia, dei sudditi ai propri governanti e dai fedeli alle autorità ecclesiastiche?

Attenzione! Obbedienza e Sottomissione sono vocaboli assenti nel Messaggio di Gesù! Gesù, ” che è La Parola del Dio dei viventi”, non si rifà mai alla Tradizione, ma invita sempre alla “Conversione”, osservando i frutti dell’Albero,( Mt.7,20).

L’Albero che non produce frutti buoni è l’ immagine di noi cristiani di quando non cambiamo vita a contatto con il Vangelo e continuiamo ad essere complici di tante ingiustizie sociali nei nostri ambienti.

L’Evangelista Matteo, in quest’anno liturgico, ci invita da subito al ” Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino” ( Mt.4,17).” Tale invito è per tutti a prendere coscienza di essere inviati, oggi, a farci tempo e storia , con Gesù e come Gesù, non per parlare dell’ ” al di là ” ma per cambiare il” al di qua”.

“Il Regno di Dio è vicino” non significa che sta per arrivare! Gesù non invita mai i suoi seguaci ad occuparsi o a sostituirsi alle strutture sulle quali si regge la società, ma solo ad infiltrarsi , da “sale” e da” lievito”, per dare sapore e rendere la società più attenta ai bisogni e alle sofferenze degli uomini.

” IL Regno di Dio è vicino” è la ” Presenza della Salvezza”! Gesù non impone mai il suo insegnamento, ma fa una proposta , una chiamata e un invio. ” Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti ( Mt.22,14) “. Quelli che rispondono sono beati e benedetti, ma quelli che non accolgono il suo Vangelo si autocondannano liberamente, ma nessuno li costringe ad accettare la pienezza di vita del Messaggio del Cristo.

Giunge il tempo in cui noi cristiani anche nella nostra Comunità che è in Corigliano Rossano, non veniamo riconosciuti più da distintivi religiosi o da gesti ostentati nei movimenti o assemblee ecclesiali, ma solo dalla nostra profonda umanità, che, immersa e vivificata nel ” Memoriale del Cristo, ci rende sempre presenti, sensibili e solleciti, con Dio e come Dio, alle necessità di promozione e liberazione umana di tanti ” scarti” lungo le aiuole dei nostri stessi quartieri .

Corigliano Rossano , 25.11.202. ( Franco Palmisano).