di FABIO MENIN
Continua la mobilitazione dei cittadini di Rossano per lo spostamento delle due antenne 5G poste in c.da Oliveto- Longo e Petra-Matassa. E’ in corso una raccolta di firme già da diversi giorni e sono in programma diverse iniziative tra cui un’assemblea pubblica per informare al meglio tutta la popolazione.

Ha destato molto clamore la circostanza che l’antenna che si vede in fotografia sia stata collocata a poca distanza dalle scuole cittadine di via Nazionale e di via Buozzi grazie a una delibera condominiale e a un provvedimento autorizzativo da parte dell’amministrazione comunale. La preoccupazione dei cittadini si tocca con mano, su questo punto: infatti si sono sentiti alcuni commenti di genitori di alunni, i quali pur di non esporre i propri figli ad eventuali o possibili rischi di esposizione ai campi magnetici generati da questa antenna sarebbero anche disposti a spostare i propri figli in altre scuole cittadine. Naturalmente la mobilitazione che è in corso e che speriamo il sindaco voglia prendere in considerazione è volta proprio a scongiurare le conseguenze di queste scelte amministrative cercando di ottenere lo spostamento di queste sorgenti di campo elettromagnetico. Nel caso concreto di queste due antenne installate da compagnie telefoniche che si rifanno alla tecnologia cosiddetta 5G, per adesso si tratta due ripetitori di tipo MIME cioè che trasmettono il segnale in maniera statica a differenza delle cosiddette microcelle di 5G che sono di potenza più bassa e necessitano di una rete diffusa sul territorio e attivano il segnale verso la chiamata quando si mette in avvio il cellulare con tecnologia 5G. Infatti proprio in questi giorni sta avvenendo una specie di monitoraggio spontaneo da parte dei cittadini delle emissioni elettromagnetiche dell’antenna di corso Italia probabilmente in prove tecniche e si è potuto appurare mediante alcune applicazioni informatiche applicabili a qualunque smartphone che su una scala da 0 a 100 il campo magnetico di radiofrequenze rilevato nel quartiere Petra-Matassa nel corso delle 24 ore si mantiene in valori medi oscillanti tra 80 e 85 , cioè valori alti di campo magnetico, e in alcune ore si abbassa, ma il valore medio complessivamente si fa sentire. Si tratta di misurazioni non ufficiali, ma semplicemente indicative, perché quelle che contano per legge le fa l’ARPACAL, agenzia di protezione ambientale calabrese della Regione. L’ISDE , associazione internazionale di medici per l’ambiente, in diverse conferenze svoltesi in varie località italiane ha messo in luce diversi rischi connessi alla tecnologia 5G: le cosiddette onde ad alta frequenza proprie del sistema 5G sarebbero in grado di penetrare nei tessuti superficiali delle persone se esposti per lungo tempo producendo riscaldamento cellulare e creare a volte modifiche in alcune cellule del sistema nervoso, le cosiddette cellule di Schwann , che poi potrebbero trasmettersi tramite il sistema nervoso ad altre parti dell’organismo, causando danni. In particolare poi alcuni medici dell’Istituto Ramazzini di Bologna sottolineano come la struttura ossea della testa dei bambini non sia ancora completa e che quindi il riscaldamento interessi non solo la superficie dei tessuti dei giovani ma buona parte del cervello interessato all’esposizione. E oltre quindi a rischi di patologie tumorali, anche se bassi, questi dottori ricordano anche gli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici su alcune cellule dell’apparato riproduttivo generando infertilità sessuale( dott. Agostino Diciaule ISDE). L’osservazione comune a molti specialisti che studiano questa materia è che davanti a tecnologie nuove potenzialmente molto utili al miglioramento della comunicazione nella società (come è il 5G), per il principio di precauzione è bene cercare di limitare al massimo l’esposizione alle radiofrequenze e al campo elettromagnetico da queste generato. In poche parole, è bene che chi governa trovi la maniera per evitare rischi alle popolazioni cercando di collocare opportunamente i sistemi di comunicazione in modo da non esporre troppo le popolazioni. E’ quello che chiedono i cittadini di Rossano al sindaco nella petizione che sta raccogliendo moltissime firme e cioè l’allontanamento delle due antenne in aree, lontane dai centri abitati, visti gli uliveti e le campagne che circondano Rossano, oppure anche di programmare una zona adatta all’installazione di queste strutture, lontana dagli abitati, concordandola con le compagnie telefoniche.
FABIO MENIN

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