Corigliano-Rossano, 29.06.2024 – Sono quasi vent’anni che si hanno leggi elettorali con listini bloccati e candidati nominati, con il Parlamento composto da “eletti” quasi esclusivamente indicati dalle segreterie di partito, sottraendo al popolo il diritto di scegliersi i suoi rappresentanti.

Con la conseguenza che ciascun deputato e senatore “finisce”, quasi sempre, per rispondere al partito e non agli elettori.
Da destra a sinistra, quasi tutti ne hanno approfittato, candidando in posizioni utili e, molte volte, in più collegi contemporaneamente: fedelissimi, cognati, compagne, mogli e, addirittura, politici di altri partiti. In quest’ultimo caso si è coniato il termine “diritto di tribuna”, intendendo l’inserimento di alcuni candidati di liste minori in una lista a cui non appartengono, ma che ha maggiori possibilità di entrare in Parlamento.
E’ evidente che la “modifica” alla legge elettorale non partirà mai dal Parlamento, ma deve partire dai cittadini con un referendum.
Alla luce di ciò, il “Comitato referendario per la rappresentanza” ha depositato al competente Ufficio presso la Suprema Corte di Cassazione i quesiti referendari, volti all’abrogazione delle parti peggiori dell’attuale legge elettorale, il c.d. Rosatellum (il voto obbligatoriamente congiunto, le pluricandidature, le soglie di sbarramento, l’esenzione di alcuni partiti dalla raccolta delle firme per presentare candidature).
I quesiti referendari sono quattro e intervengono su specifici aspetti della normativa in vigore:

1) ABOLIZIONE DEL VOTO CONGIUNTO TRA CANDIDATI UNINOMINALI E LISTE PLURINOMINALI
Si permette la libertà di scelta tra lista proporzionale e candidato uninominale;

2) NIENTE SOGLIE DI ACCESSO PER LISTE AUTONOME E PER COALIZIONI
Si riduce la dispersione di voti validi e si garantisce un maggiore pluralismo nella
rappresentanza politica del popolo italiano;

3) NO PLURICANDIDATURE E OGNI CANDIDATO SOLO NEL SUO COLLEGIO
Si impedisce agli apparati di partito di predeterminare la composizione del Parlamento e si
riduce il numero dei parlamentari “fedeli collaboratori dei capi partito”;

4) TUTTE LE LISTE DEVONO RACCOGLIERE LE FIRME PER PROPORRE CANDIDATURE
Si abolisce il privilegio che esonera dalla raccolta di firme i Partiti già presenti in Parlamento
che assicura a tutte le forze politiche di partire alla pari nella competizione elettorale, con
uguale obbligo per tutte le liste di candidati di raccogliere lo stesso numero di firme.

A questa iniziativa, che sconta inevitabilmente i paletti costituzionali che la limitano all’essenziale,
se ne accompagnerà un’altra: una legge d’iniziativa popolare per consentire l’introduzione delle preferenze, in modo che il Parlamento cessi di essere il luogo dei nominati e diventi invece il luogo degli eletti dal popolo, con una nuova legge elettorale.

Le sottoscrizioni in modalità cartacea a Corigliano-Rossano partiranno nei prossimi giorni, mentre è già possibile procedere con l’utilizzo della firma elettronica mediante piattaforme private, a causa del ritardo nella messa a disposizione della piattaforma pubblica, raggiungibili dal sito:
https://www.iovoglioscegliere.it/

Facciamo in modo che siano i cittadini a scegliere coloro che ci devono rappresentare e non i capi dei partiti.

COMITATO REFENDARIO PER LA RAPPRESENTANZA
Cataldo Capalbo, referente del comitato a Corigliano-Rossano