Noi, cristiani laici, in Corigliano Rossano, seguiamo con attenzione i gesti del nostro Arcivescovo Padre Maurizio Aloise quando, da Pastore, sprona la comunità tutta, di presbiteri e laici, a essere cristiani totalizzanti, in una Chiesa Sinodale . . . in cammino.

Tuttavia nella nostra comunità , se la Buona Notizia viene confinata nella catechesi , tutto va bene, ma quando il Vangelo diventa vita e deve prendere forma concreta nella nostra esistenza , ci si accorge che c’è purtroppo presente una latente struttura istituzionale , che è sorda al monito di Gesù ” tra voi non è così ( Mt.20,26)”.

La nostra comunità ecclesiale si raduna spesso in assemblee e convegni, per cui si specchia , si applaude , si arrocca nel suo potere di servizio, si difende in stantii privilegi, e, esitante nell’accogliere forme nuove di vivere il Vangelo, rimane ostile a qualsiasi cambiamento o rinnovamento.

C’è da chiedersi: e riflettere : Perché anche nelle nostre comunità, la nostra stessa Chiesa ,da ” Madre e Maestra”, è entrata in una incomunicabilità insostenibile e non riesce più ad essere credibile anche se ” via social” comunica il vangelo alle nostre nuove generazioni?

Anche noi laici cristiani, pur sempre in conversione nel Soffio dello Spirito, siamo responsabili perché noi non sappiamo più rispondere alle necessità dell’ uomo d’oggi ,e dopo l’immane tragedia del Covid, pretendiamo e presentiamo solo vecchi gesti culturali, fatti da tradizioni e folclori e che sono anche bellissimi ma inservibili ai bisogni emergenti per la crescita delle nuove generazioni e quindi inutili per cogliere i ” segni dei tempi” nel rinnovamento.

Se, come cristiani, continuiamo a presentare solo digestivi per affamati di senso, e non offriamo più segni lungimiranti di condivisione, di misericordia, di perdono, di stupore, e continuiamo solo con l’ abitudinaria, consueta, monotona e settaria nostra vita quotidiana, significa solo che noi credenti , non siamo più ” sale della terra”, perché abbiamo perso il sapore e ” a null’altro serviamo se non ad essere gettati via , calpestati dalla gente ( Mt.5,13) “.

Corigliano Rossano 15.10.2024 ( Franco Palmisano )