Dilexit nos,“ Ci ha amati” . È la quarta enciclica del pontificato di Jorge Mario Bergoglio.
Viene pubblicata in uno dei momenti più difficili per il genere umano.
Guerre, squilibri finanziari ed economici, sconvolgimenti climatici, povertà, emigrazione e poi.. strabilianti progressi scientifici e tecnologici, un mondo che corre, corre all’impazzata rischiando di deragliare, Francesco ne è ben cosciente tanto che nella suddetta enciclica chiede di cambiare prospettiva, recuperare ciò che è importante e necessario, il cuore, quel cuore di Gesù che sempre ci precede senza condizioni, senza pretendere alcun requisito per poterci amare e per offrirci la sua amicizia.
Ora, dato per certo che tutte le Encicliche pubblicate dai Pontefici nel corso dei secoli si prestano a commenti, riflessioni, approfondimenti, interpretazioni.., non esiste limite agli spunti che esse possono generare, non resta che estrapolare qualche petalo sapienziale e farne tesoro.
Ed è proprio, per rimanere sul “pezzo” che, Francesco, nella prima parte della Dilexit nos, contrappone l’intelligenza artificiale alla poesia e all’amore.
Nessuno algoritmo potrà mai gareggiare con gli affetti, i ricordi dell’infanzia, la tenerezza che invade il nostro cuore al ricordo delle nostre mamme e dei nostri nonni, (specie in questi giorni), a quando inseguivamo un pallone di pezza, curavamo un uccellino, conservavamo un fiore tra le pagine di un libro.
Possono dunque gli algoritmi e l’intelligenza artificiale gareggiare con chi ha cuore? Competere con l’amore?
Non è la prima volta, del resto, che il santo Padre affronta temi legati alla tecnologia.
Ha più volte, per es. messo in guardia contro il rischio di imparzialità dell’intelligenza artificiale.
Gli algoritmi lavorano su enormi quantità di dati, questi possono essere distorti replicando le ingiustizie e i pregiudizi degli ambienti in cui esse hanno origine. Quello che emerge, ancora una volta, è il timore verso una modernità che è vista in modo negativo nel suo complesso, capace sì di produrre l’intelligenza artificiale ma incapace di dare vita a comportamenti ispirati all’amore e al gesto solidale.
Ma Sono sempre gli uomini che progettano gli algoritmi e le tecnologie digitali, e sono quindi gli esseri umani che devono assumere l’impegno ad agire in modo etico e responsabile – avverte il Papa -. Occorre rafforzare o, se necessario, istituire organismi incaricati di esaminare le questioni etiche emergenti e di tutelare i diritti di quanti utilizzano forme di intelligenza artificiale o ne sono influenzati.
Per tornare all’Enciclica, il Papa propone un nuovo approfondimento sull’amore di Cristo rappresentato nel suo santo Cuore e invita a rinnovare la sua autentica devozione ricordando che nel Cuore di Cristo “possiamo trovare tutto il Vangelo” (89): è nel suo Cuore che “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare” (30).
Francesco non rinuncia ad alcuni elementi classici del suo magistero, come il rifiuto della guerra. Nuove guerre si susseguono con la complicità, la tolleranza o l’indifferenza di altri Paesi, viene da pensare che la società mondiale stia perdendo il cuore». E’necessario liberarci da questa febbre in cui non c’è più spazio per un amore gratuito. Gesù è in grado di dare un cuore a questa Terra e di reinventare l’amore laddove pensiamo che la capacità di amare sia morta per sempre, l’unica realtà che può unificare tutto è, in definitiva, l’amore.


