
Il Natale ,anche in Corigliano Rossano, dopo tanti secoli, si è impiastricciato, in una melassa dolciastra, che impantana la verità evangelica in una bella favola, che va a toccare le corde dei sentimenti, ma che poco o nulla incide nella vita di noi credenti.
Gli Evangelisti infatti, anche se in modo sobrio, non descrivono la cronaca del giorno ,del mese e dell’ora di circa 2.000 anni fa, quando a Betlemme nasce un maschietto, a cui i genitori pongono il nome di Gesù ( Jeshua : Il Signore salva!), ma danno solo una “interpretazione della nascita del Cristo”, alla luce già della sua stessa Morte e Risurrezione.
Loro ci raccontano e ci annunciano un Dio che si fa uomo, che nasce cioè nella “pienezza dei tempi” in mezzo a noi , assumendo la stessa nostra natura umana, perché l’uomo , con Lui, impari finalmente a essere più uomo.
Noi cristiani continuiamo però ogni anno a rovinare la Commemorazione del Natale del Cristo, perché la camuffiamo, la tradiamo e la stravolgiamo in un cumulo di leggende, tradizioni, devozioni, folklore, allestimenti vari, solo per fare spettacolo.
La Buona Notizia di un Dio che, per l’uomo, si fa bambino, per coinvolgere l’umanità a costruire con Lui la Civiltà dell’amore, viene addolcita, abbellita, annacquata e resa quasi innocua.
Bene lo sintetizza l’Evangelista Giovanni: ” Venne fra i suoi, ma i suoi non lo accolsero ( Gv.1,11) “, ma ” a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio ( Gv.1,12)”.
La Chiesa dunque ripropone, ogni anno , la Festa del Neonato, ” Divin Bambino”, augurandosi e annunciando che ciò che storicamente si è avverato in Gesù di Nazaret , si può avverare , attraverso di Lui, in ciascun uomo, per un Mondo di Amore e di Pace.
Ma tale Commemorazione si svolge nella nostra più completa indifferenza, per cui la festa del Natale diventa solo la zuccherosa e insostenibile festa della bontà , della famiglia e dell’infanzia.
Lo stesso Gesù, disinnescato quindi dal valore della Sua Incarnazione, viene sostituito dall’innocuo Babbo Natale, una figura leggendaria e bonacciona che ama i bambini, premiandoli, e offrendo loro regali e dolciumi.
Noi finiamo così per festeggiare, in ogni Natale, il compleanno di un” Bambino”, ma senza conoscere l’ identità dello stesso festeggiato.
Corigliano Rossano 20.12.2024. ( Franco Palmisano)

