Capirci qualcosa diventa sempre più difficile e non parlo solo del sottoscritto, semplice curioso di quello che accade sotto il cielo, ma anche di chi fa della politica, per professione e formazione, pane e companatico.

A volte sembra di essere su una otto volante, bocca aperta in cerca di ossigeno e adrenalina a iosa.

E’ un pianeta che gira sempre più vorticosamente, il desiderio di fermare tutto e scendere è grande.

Le certezze acquisite si sciolgono e vanno ramenghe. Tant’è che una di queste certezze, ce la siamo giocata.

Gli Stati Uniti, non l’America come tout court viene chiamata, USA e America non sono sinonimi, li abbiamo persi, non esistono più, almeno come noi li conoscevamo.

Il Sogno americano, i vincitori e liberatori della Seconda guerra mondiale, la culla, in ordine sparso ,di Elvis Presley, Kennedy, Martin Luther king, Holliwood, Manhattan, dall’inconfondibile skylin ,Coca cola, Silicon Valley, Bob Dylan ,…. è diventata opaca, spiazzante, inquietante, un’infinita sfilza di miti ed icone che rischiano di finire in un enorme buco ingoiate da un trumpismo e tecnopopulismo di nuova specie.

Il “Caligola” che, inopinatamente, la capeggia per la seconda volta è, a sua volta, capeggiato.

L’aquila americana, in realtà, più che predatrice sembra predata ed i predatori hanno nome e cognome, tecnocrati visionari con la capacità di influenzare le opinioni pubbliche, spesso al di fuori di ogni controllo delle autorità di governo.

Il ketaminico onnipresente Musk, l’amazzonico Bezos, il libro delle facce di Zuckerberg, il microsoffitato Gates, l’OpenAI di Altman e altri “poveri” squattrinati che soffocano tra dollari e bitcoin , nei loro deliri di onnipotenza, sono gli esponenti del nuovo impero messianico tecno populista ( si va su Marte, ma, prima di incontrare i marziani, occorre sbrigare alcune insignificanti incombenze :cambiare la geografia, oltre che la Storia, reclutare il Canada come 51° Stato, la Groenlandia , nonostante il freddo può sempre servire, basta scavare, Panama può tenersi i cappelli ma non l’Istmo , defilarsi dalla onerosa Nato, papparsi le Terre rare alla faccia di Zelenski comico mediocre e malvestito).

Al bando allora i valori condivisi,le norme morali che generano solo problemi di integrazione. sembra allora che i valori e il rispetto per le istituzioni non abbiano più cittadinanza

E dopo Yala occorre un riordino, una sperimentazione sociale dove domina l’efficienza e i pìccioli.

E’ una visione libertaria, pericolosamente lontana dai principi democratici. E per fornirgli un substrato motivazionale cosa c’è di più efficace che una copertura religiosa.

Ma che tipo di religione? Sarà quella che ci fa sentire tutti fratelli, accomunati da un unico destino, tipo siamo tutti sulla stessa barca o una religione come complesso di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l’essere umano o una comunità?

In America, si sa, proliferano le chiese evangeliche a cui i ceti popolari si agganciano e cosa c’ è di più seducente che nel predicare una” teologia della prosperità”.

Dio vuole che i suoi fedeli, individualmente, siano oltre che sani e felici anche ricchi,del resto senza i pìccioli non si va da nessuna parte , i ricchi sono benedetti da Dio, ( poveri “poveri”..ma non erano loro i benedetti ? ) chi ha fede viene premiato con la prosperità, ecco allora svelato il mistero del perché esistono i poveri : essi hanno una fede insufficiente.

Adesso comincio a capire…quando si parla di religione lo si fa in senso lato, estensivo come complesso di credenze, ( essere ricchi ) ,vissuti ( tra lussi, agi, sesso, potere, droga ), riti che coinvolgono l’essere umano ( umiliare , imporre la legge del più forte, armi nucleari ), o una comunità, nell’esperienza di ciò che viene considerato sacro E cosa c’è di più sacro della scienza, della tecnologia , del potere del’informazione ..

Per 80 anni abbiamo conosciuto e sperimentato collaborazione, vicinanza e protezione adesso ci sono altri protagonisti che vogliono costruire un altro tipo di ordine mondiale.

Gli Stati protagonisti della storia dell’ultimo mezzo millennio vedono la loro sovranità intaccata dai giganti tecnologici capaci di cambiare cultura, condizionare le dinamiche politiche attraverso gli spazi digitali e la diffusione delle reti sociali.

E’ crollata ogni certezza. La nuova retorica americana, dice che gli Stati Uniti non devono più preoccuparsi di essere il” faro sulla collina” dell’Occidente ma badare letteralmente ai propri affari, ogni cosa è negoziabile, anche i valori,

il faro si è spento.