
*Giubileo* é il suono di un corno ( jobel) che annunzia” l’anno della liberazione dei prigionieri, la redistribuzione delle terre e la * cancellazione dei debiti!*( Lc.4,18-19)”
Nel Giubileo del 2.000, Papa San Giovanni Paolo II chiede vivamente la cancellazione dei debiti , che i Paesi Poveri devono agli organismi multilaterali dei Paesi Ricchi.
Lo stesso G.7 provvede quindi a cancellare debiti per oltre 40 miliardi di dollari e varie istituzioni finanziarie condonano oltre 130 miliardi di dollari, già dirottati su politiche sociali, nel mondo della scuola e della sanità.
Il debito globale viene ridotto, ma non viene però creato un Sistema, che permetta ai Paesi poveri di sopravvivere e di non ricadere in nuovi indebitamenti.
La crisi finanziaria del 2008 porta così di nuovo i paesi del Sud del mondo ad accedere a finanziamenti e prestiti da banche o investitori privati e ora questi paesi, impossibilitati a ripianare i propri debiti, sono sull’orlo di un Precipizio.
Anche il regnante Papa Francesco nell’indizione dell’Anno Santo nel 2025 rivolge un accorato appello a trasformare i *segni dei tempi in segni di speranza * per tutti.
Noi siamo infatti tutti debitori a Dio per il dono del Creato e della vita e la nostra quotidiana preghiera del Padre Nostro nel ” Signore rimetti a noi i nostri debiti verso di Te come* anche* noi li rimettiamo ai nostri debitori “, è solo constatazione di una prassi già consolidata continuamente nella Vita della Chiesa.
Tale prassi deriva proprio dal ” Si compia” la Volontà di Dio per il suo popolo: ” Non vi sia alcun bisognoso in mezzo a voi ( Dt.15,4)” .
Si tratta dunque di condonare sempre , con coraggio, tanti debiti economici, contratti spesso negli anni , per esigenze vitali, perché è facile, nella comunità perdonare una colpa ma, a volte, è difficile cancellare un debito, specialmente se rilevante.
Tanti poi , cristiani e credenti, si stanno, in quest’Anno Giubilare, organizzando, con le maestranze, per attraversare porte Sante Romane o Diocesane , pregando per il condono della Pena Temporale dei propri peccati.
Pochi però stanno accogliendo lo Spirito proprio del Giubileo, cioè Invito non ad accumulare ma a condividere i beni del Creato e non a brigare per salire politicamente, più in alto per comandare sugli altri, ma solo a scendere per costruire, in collaborazione con tutti, la Civiltà dell’Amore.
Le pie Pratiche Giubilari non ci tolgono le difficoltà e le avversità che la vita ci fa incontrare, ma ci danno solo nuove capacità per affrontare e vivere, più dignitosamente, la nostra esistenza .
Il Giubileo è Tempo di Grazia offerto a tutti, anche a noi , in Corigliano Rossano, perché, in ogni ambito, sia civile che religioso, ognuno si riorganizzi, con spirito di Servizio, scevro da sindrome di condottiero, per una * Nuova Ripartenza * della sua Comunità
Corigliano Rossano 19 .03.2025. ( Franco Palmisano)

