
Che gli studenti, certo non tutti, ne sappiano ormai più degli insegnanti, certo non di tutti, in tema di Hi- Tech, algoritmi, I.A. e tecnologia informatica è cosa plausibile, non suscita meraviglia alcuna.
Le ragioni sono tante, non ultima la diversa velocità di apprendimento e di conoscenze che agiscono su neuroni giovani e scattanti a fronte di sinapsi usurate e lente di ultraquarantenni se non cinquantenni e sessantenni.
In ambito scolastico il ChatGPT (cèt-gì-pì-tì ) ha sconvolto anche il modo di studiare, di svolgere i compiti, di prepararsi alle interrogazioni e agli esami.
Gli studenti non hanno atteso i tempi biblici dei docenti impegnati in corsi di formazione e aggiornamento, il Ministero dell’Istruzione ha reso obbligatorie per gli insegnanti 20 ore di formazione annuali, e in alcune scuole sono stati fatti dei corsi sulle intelligenze artificiali, in particolare su ChatGPT e su come usarlo come strumento di supporto alla didattica, hanno imparato a usare ChatGPT in modalità self service , pro domo loro, esempio di come ormai internet abbia sostituito e bypassato la mediazione del competente, dell’autorità, del professore, di ciò che viene calato dall’alto.
Quello che Chatgpt basato sull’intelligenza artificiale può fare e potrà fare lo sanno solo i sacerdoti della silicon Valley e, forse, nemmeno loro, vista la capacità che I.A. ha di autoapprendere e generare, a forza di pescare e impastare nel mare magnum delle rete,contenuti inediti e, quindi non controllabili dai loro stessi ideatori.
Dunque gli studenti del nuovo millennio hanno a loro disposizione un tutor dai poteri magici: scrive testi,risolve esercizi, svolge temi e traduce versioni di greco e latino, inoltre spiega concetti difficili, per ripassare e per fare i riassunti diventa motivante e gratificante… trasformando teste di rapa in geni. E cosa vuoi di più, ah….averla avuta ai mie tempi…!
CéT-Gì-Pì-Tì permette di generare risposte e spiegazioni a domande molto specifiche, molti studenti delle scuole superiori raccontano che ormai quasi tutti i loro compagni di classe usano ChatGPT, sia per i compiti a casa che per copiare di nascosto durante le verifiche in classe (nel caso in cui i cellulari non vengano ritirati dall’insegnante, cosa che in realtà accade molto spesso).
CET GI-PI-TI è un consulente democratico ed egualitario non considera ricchezze e censo, irride i barbosi Istitutori di nobili casate uso ad allevare ed istruire privilegiati rampolli benestanti.. dell’Ottocento .
Certo esiste qualche controindicazione, vale sempre l’antica ed immutabile legge fisica..ad ogni azione corrisponde una reazione…non esistono vantaggi a senso unico per la serie dove sta l’inganno ? Degli insegnanti raccontano di essersi accorti che alcuni studenti usavano il chatbot dal fatto che i loro scritti erano diventati poco originali e assai carenti dal punto di vista del pensiero critico.
Inoltre, come può, per es., un disorientato docente valutare equamente un compito svolto a casa degli studenti che si avvalgono dell’aiuto di questo super consulente tecnologico in possesso di un immenso sapere reso disponibile premendo un tasto? Un tuttologo a trecentosessanta gradi (invero, a volte, anche l’ I.A. qualche c….ta la spara, del resto siamo appena all’inizio, il pargolo digitale deve ancora crescere, ne vedremo o ne vedranno delle belle )
Trasmettere, apprendere, ricalibrare, aggiornarsi, rincorrere scienza e tecnologia…. quanta fatica ! E dire che la trasmissione dei saperi necessari al funzionamento delle società è avvenuta essenzialmente, in tutto il mondo, nel corso di millenni e fino alla metà del XIX secolo, senza scuola, anzi fuori della scuola se non contro la scuola; essa si è giocata e si gioca ancora nei primissimi anni di vita: in generale nella famiglia e, per ancora troppi bambini, nel lavoro; che le ragazze ne furono escluse e che i maltrattamenti furono diffusissimi.
La scuola si è imposta molto recentemente come il luogo principale della trasmissione dei saperi, essa è, al giorno d’oggi, quasi dappertutto nel mondo, sull’orlo dell’implosione, perché si scontra con il doppio tsunami della demografia e del digitale….ma questa è un’altra storia.

