In ogni parrocchia della nostra Comunità , in Corigliano Rossano , nella sera del Giovedì Santo noi cristiani veniamo convocati al Memoriale della Cena Eucaristica in cui si ripresenta il Pediluvio, fatto da Gesù ai suoi Apostoli.

Quel rito del Pediluvio, durante l’Eucarestia, è qualcosa di inaudito e sconvolgente!

Dio, in ogni religione, viene sempre presentato come un Monarca assoluto, che sta in alto e si comunica con Lui solo con regole, prescrizioni, comandamenti e sacrifici, e sempre mediante prescelti mediatori o funzionari.

Il Dio di Gesù invece non sta in alto per concedere favori , imporre dazi o inviare disgrazie agli uomini , prostrati davanti a Lui per invocarlo e supplicarlo , ma é un Dio che ci mostra tutta la sua grandezza non nel comandare ma nel servire l’umanità.

L’Evangelista Giovanni presenta ,nel suo Vangelo, il Pediluvio di Gesù agli Apostoli, ma non fa una sceneggiata, perché racconta semplicemente che Gesù, che è Dio, è presente a questa Cena ed è seduto a tavola con i suoi, ma non con paramenti e amuleti ma solo con un semplice mantello .

Lui poi interrompe la cena, si toglie il mantello, prende un grembiule , cioè un” asciugatoio” , si cinge i fianchi, versa l’acqua in un catino e incomincia a lavare veramente i piedi scalzi , sporchi e puzzolenti, dei suoi discepoli e li asciuga con l’asciugatoio.

Alla fine del Pediluvio, Lui, il Maestro, non si toglie più il grembiule ma indossa di nuovo solo il mantello e si risiede, rivelando la sua autentica identità: “Ecco IO sto in mezzo a Voi come colui che è vostro servitore (Lc.22,27)”.

Il Dio di Gesù quindi non sta mai dove si esercita qualsiasi potere civile o religioso, ma dove si svolge un Servizio di promozione e liberazione umana.

Noi credenti allora testimoniamo di essere seguaci del Cristo. non quando ci presentiamo in comunità con titoli blasonati e altisonanti , fortificati in dottorati o specializzati nella gestualità dei riti , ma solo quando sappiamo usare ,con Lui e come Lui, un grembiule di Servizio all’umanità, per venire incontro alle tante ma tante necessità, anche nella nostra stessa Comunità .

Allora ” Il Fate questo in memoria di me ” non sta a ricordarci ciò che Gesù ha detto o fatto nell’Ultima Cena , ma è * Memoriale*, cioè Invito e Invio a noi cristiani, a *rendere attuale il suo Vangelo *, nell’Oggi del nostro Tempo e della nostra Storia.

Corigliano Rossano,15.04.2025. ( Franco Palmisano)